Scilipoti e Razzi… e sono dieci! Ma come fa Di Pietro a scegliere i parlamentari fuggiaschi?
Ha un’abilità speciale. Li sceglie in prossimità delle elezioni. In genere lanciando una sorta di Opa (Offerta pubblica di acquisto). Ve ne sono diverse, pubblicate sulle più note agenzie di stampa. Lo dice apertamente e se ne vanta. Anni fa, nel corso di una riunione dell’Esecutivo nazionale a cui presi parte, invitai Tonino ad affidarsi a persone sicure, a chi nel movimento si era speso per molti anni dando prova di affidabilità, concretezza, idealità. Gli dissi che erano tanti, donne e uomini, a costituire il tessuto connettivo del partito del quale fidarsi. La questione all’ordine del giorno (era il luglio del 2006 in via dei Prefetti a Roma) riguardava l’opportunità di entrare nel gruppo dei Democratici. Gli ricordai l’amara esperienza dei Democratici dell’Asinello e aggiunsi che si può andare ovunque avendo una rete di persone su cui contare. Donne e uomini che a contatto con altri in coalizione potevano creare sinergie e tener sempre presente quali sono le fondamenta di costruzione di un movimento. Le basi su cui si poggia tutta la struttura partitica i principi statutari e il programma.
Lui rispose che non era un problema, che non gli interessava nulla di tutta questa gente del partito e che non aveva bisogno di loro. Questi si aspettano addirittura di essere candidati! Mentre un po’ prima delle elezioni ci sono folle pronte a saltare sul carro elettorale Idv. Altra gente, diversa da chi conosce da tanti anni, aspiranti concorrenti che apportano linfa nuova.
Mi pare che più che linfa si siano incassati tanti problemi e fregature. Ma Di Pietro è affascinato dalle novità. Persone le più diverse, e quale sia l’elemento principale del loro appeal non è dato sapere. A parte alcuni casi di personaggi popolari come Franca Rame o Pietro Mennea e pochi altri, sono capitati in Idv stanchi riciclati di altri partiti, millantatori di consensi mai dimostrati, azzeccagarbugli, traffichini, e incolti maneggioni. Brutti e rozzi non in maniera occulta. Evidenti al primo sguardo, perché se osserviamo le facce di alcuni di loro davvero non si capisce come Di Pietro si sia fidato ad accoglierli e non abbia sussultato per la paura al nel vederseli davanti. Invece ha steso tappeti rossi e li ha fatti eleggere. I parlamentari raccogliticci che l’Idv si è ritrovata nel tempo sono fuggiti poi verso il miglior offerente privando il Movimento di tanti bravi attivisti respinti nelle retrovie. Restati in ombra. Tutti quelli che per anni hanno speso tempo e ingegno a far crescere l’Idv e che Di Pietro non ha preso in alcuna considerazione. Un maltrattamento che sono in tanti ad aver subito, specialmente le donne, che una per una ho conosciuto nelle loro prerogative quando ero a capo del Dipartimento Pari Opportunità, lavorando all’emersione e al riconoscimento dei diritti di cittadinanza di attiviste e dirigenti con elevate qualità umane e politiche.
In alcuni leader si identifica talvolta una sorta di sindrome di Laio che distrugge i figli migliori, proprio perché li riconosce in quanto migliori e li teme. E’ una teoria di cui parlava Donnici con alcuni di noi per tentare di capire certi meccanismi mentali di respingimento dei più valenti in Idv. Accade nei partiti, nelle società, nei posti dove quotidianamente si misura il talento. Beniamino da neuropsichiatra approfondisce i motivi di ciò che a noi sembravano inspiegabili contorsioni mentali. Più semplicemente dalla mia esperienza posso tentare di capire perché Di Pietro ha avuto un fare sprezzante con la componente femminile del suo partito. Andando a ritroso nel tempo è un fatto documentato che ha voluto eleggere oltre il 90 per cento di parlamentari maschi e ha tenuto all’angolo le donne che pur preparate e capaci non si sono risparmiate nella costruzione della casa comune, ed hanno dimostrato di non essere inferiori in attitudine, passione e impegno politico.
Nel primo anno la scelta era di 21 uomini eletti contro un’unica parlamentare alla Camera dei Deputati. Tutte le altre le ha respinte con sprezzo e fastidio, nonostante i brillanti curricola. Mi chiedo quanti dei parlamentari fatti eleggere da Di Pietro abbiano redatto lo Statuto, quanti scritto il programma dell’Unione per l’Idv, quanti creato una rete di donne e incentivato circoli andando sin dal 1998 in giro per l’Italia in treno o in camper; quanti fondato il primo organo di stampa, gli uffici comunicazione, i circoli per l’Ulivo in rappresentanza di Idv, i primi dipartimenti. Quanti abbiano ideato sportelli e accoglienza per la cittadinanza, progetti comunitari, manifestazioni contro la violenza.
Uno dei consueti progetti lo presentai in occasione, della riunione in sede nazionale già citata. Era una serie di eventi da fare nel 2007, anno europeo per le Pari Opportunità, con i fondi previsti dall’art. 3 della legge 157/99, previsti e dati al partito “Per la partecipazione attiva delle donne alla politica”… Lui, Di Pietro, disse che si trattava di un progetto bellissimo, che però non avrei dovuto svolgere io, ma qualcun’altra che ancora non sapeva chi sarebbe stata. Rammento che Franca Rame sconcertata prese le mie difese pur non conoscendomi, e che in molti si mostrarono dispiaciuti per la sua scortese risposta.
Alberico Giostra, il giornalista autore de “Il Tribuno” spiega, nella prefazione del suo libro, che Di Pietro e Berlusconi sono due facce della stessa medaglia. Sono padroni dei partiti che hanno fondato ed hanno una serie di curiose rassomiglianze che invito ad approfondire nella lettura del corposo manoscritto edito da Castelvecchi.
Per la mia esperienza posso sicuramente confermare che nel rapporto “donne e politica” le somiglianze ci sono eccome. Tutti e due, salvo poche eccezioni, non fanno avanzare di un passo donne che non siano loro propaggini. Diramazioni cioè di se stessi. Donne di cui fidarsi per l’esclusività del legame e il condizionamento che le lega al proprio volere di “presidenti padroni”. Sono questi gli uomini che con la loro visione machista del mondo impediscono quel camminare insieme che è il primo fattore di crescita della democrazia.
Ma un’analisi profonda di questa nostra asfittica democrazia bisognerà farla per bene. Ieri sera Rosy Bindi ha spiegato, battendosi energicamente in tv a Ballarò, la defaillance culturale che stiamo subendo. Coltivati in un clima privo di sani principi registriamo il proliferare di eventi negativi come la compravendita di voti in parlamento. Nemmeno più nascosta ma alla luce del sole. Che possiamo aspettarci di altro? Per cambiare occorre prima capire dove si è sbagliato. Intanto non si può che constatare che chi semina senza aver cura del terreno raccoglie turzi.
15 dicembre 2010, Wanda Montanelli
Il bipolarismo si è dimostrato instabile, ed allora si può aprire a coalizioni con Casini e Fini ecc. come D’Alema ritiene possibile. Se da cento seggi si passa a due-tre da due-tre si può passare a cento. Non è il numero che fa la stabilità, ma la politica che tenga conto dei fermenti sociali e l’ampia forbice che distanzia i ceti abbienti da chi è in situazione di sopravvivenza.
Valery
ma Di Pietro ha fatto ammenda e ha detto che sente la responsabilità politica dei due onorevoli che hanno tradito il partito. Vedrai è la volta buona che rimedia agli errori!
Enrica
oggi Udc, Fli, Api, Mpa, Libdem, repubblicani e liberali fatto coordinamento con 100 parlamentari. Pier Ferdinando Casini ha precisato che si tratta di una forza di opposizione seria pronta a confrontarsi su eventuali provvedimenti che vadano incontro agli interessi generali degli italiani.
Si stanno però preparando alle elezioni che nessuno vorrebbe a parole ma che nei fatti si dimostra di auspicare per uscire da questa stasi.
Mario
Cara Wanda, se la massa critica nel femminile non saprebbe chi votare oggi come oggi, se la gioventù che ieri era in piazza non trova le alternative a Berlusconi e C. si evince il vuoto di leaderchip, l’assenza di colui o colei che sappia parlare alla gente e prospettare un possibile futuro. Il richiamo al futiro è presente in tanti discorsi, ma c’è poca convinzione. Renzi fa l’anticonformista e non ha ancora lo spessore di un conduttore, Vendola ha un linguaggio se non altro diverso e appassionato. Di donne, la Rosi Bindi non ha fatto male da ministro della Sanità, ed è intelligente e di carattere. Non si pensa però a una leader donna sul cui nome sia possibile comprendere una coalizione dal centro alla sinistra anche di Vendola. Io la proporrei e penso che stavolta ci stia bene una donna premier.
Nanda
Che articolo Wanda!
Mi è proprio piaciuto.
Roby
Noi che eravamo scontenti della prima repubblica. Noi che abbiamo vissuto il sessantotto, noi che volevamo cambiare mandando a casa la classe politica che consideravamo pessima, ci siamo ricreduti e abbiamo toccato con mano il peggio inimmaginabile. Sconsolati diciamo: Donne provateci voi!
Aldo
Le sconfitte lasciano l’amaro in bocca, e chi disprezza vuol comprare!
Katia
Lo ripeto, l’italia non è un paese per donne! La discesa in campo di leadear donne non ci sarà mai perché prima si dovranno convincere le donne a votare le donne e per far ciò è doveroso indispensabile e fondamentale avere quattro televisioni come il berlusca. Uno spot al giorno leva il machista di torno”!!
miriam
Considerazioni giuste ma ne manca qualcuna che possa rispondere a queste domande: Quali sono le motivazioni nel condurre IdV visto che un Partito politico è tutt’altra cosa rispetto a come viene condotta IdV? Perché Anche Di Pietro, come Bossi, sta facendo di tutto perché in Italia non cambi nulla? A chi conviene tutto ciò? E’ forse “manovrato” da qualcuno?
la massa critica al femminile è forza latente che non aspetta altro di trovare una leader o un leader di spessore politico consistente forte e genuinamente senza preconcetti in opportunità di genere. La stima per la Bindi che esprime Nanda è condivisibile. Non seguo invece Walter nelle retrospettiva sul chi ci è dietro. Di Pietro e altri hanno commesso un gigantesco errore politico nel non puntare sulle donne. Sarebbe stata questa la vera svolta, che gli si era offerta in un piatto d’argento, ma come si sa è questione di mentalità che non cambia in poche generazioni.
gianna nervini
lo sconforto che ti prende di fronte dell’andazzo dell’attuale politica intristisce le nostre giornate, poi arriva wanda con le sue pillole di passione e di verità, allora prima ti incazzi poi sorridi e si apre la speranza di qualcosa di meglio per noi.
silvia
Sì, ma non solo Di Pietro ha perso il treno della novità al femminile. L’ottusità è mamma di molti, la paura è suocera di troppi, l’egoismo è padre di tutti.
Mariapia
Io come Italiano mi sento imbufalito verso questo intreccio indistricabile di persone che hanno creato un partito e chiamandolo della Nazione. Vorrei che qualcuno in tervenisse per far recedere queste informi personbe dall’inserirmi essendo io appartenente alla nazione Italia, non voglio neanche essere sfiorata dall’immagine offerta da un gruppetto di politicanti senza scrupoli, rivolti solo ha propri interessi. Fini ha fatto tutto da solo ha sciolto AN dentro il PdL, poi si è acccorto che non avrebbe più potuto gestire i purtroppo cospicui soldi che vengono elergiti ai partiti, ha deciso di andarsene con qualche altro Giuda, spernacchiando chi gli ha dato un mandato preciso. Vogliamo parlare di Rutelli, ilo saltimbanco se non erro è il quinto partito dve transuma, inizia cone anticlericale nei Radicali e finisce a battersi il petto dalla mattina alla sera, altro personaggio è il presidente della Sicilia che a furia di ballare valzer si ritrova con una maggioranza completamente sconvolta, Casini che per sistema ha scelto quello che ha imparata dentro la democrazia cristiana stare sempre in una posizione ballerina in modo che danzanmdo danzando mi sposto o qui o la a senda di come tira il vento, Conclusione poveri noi.
La Piazza brucia per la Rabbia
Il maschilismo del regime fascista ha interrotto “lo sviluppo democratico italiano”. A sostenerlo è Chiara Volpato, docente di Psicologia Sociale all’Università Bicocca di Milano.
E continua: “Il maschilismo del regime si è espresso attraverso una serie di leggi che hanno fatto regredire i già scarsi diritti delle donne, ad es. veniva vietato alle donne l’insegnamento nei licei della filosofia e della storia, considerate le discipline più alte”.
La lotta di liberazione dal nazi-fascismo, il diritto al voto nel 1946, il movimento femminista negli anni Sessanta e Settanta e l’introduzione di nuove leggi (divorzio, interruzione di gravidanza, diritto di famiglia e servizi sociali) hanno esaurito la loro spinta evolutiva davanti al vuoto di iniziative per finire disgregate davanti al sistema delle TV commerciali.
Da venti anni circa è stata imposta la cultura ossessiva dell’aspetto fisico tendente al volgare. E di volgare c’è sempre lo stesso occhio del potere patriarcale asserragliato nelle stanze dei bottoni che teme e denigra nel contempo l’applicazione di un intervento correttivo del nostro Gender Gap…magari attraverso il rispetto delle quote.
Le donne non riescono più a negoziare e neppure a trasformare i principi in azione collettive.
Le donne sono all’angolo di se stesse perché non hanno ancora capito che i numeri fanno la differenza, come è stato dimostrato peraltro dai numeri scesi in Piazza a Roma nella manifestazione del 14 dicembre c.a.
I numeri sono numeri che rappresentano le quantità e ne definisono le proprietà.
I numeri degli studenti e delle categorie popolari “arrabbiate” sono simboli importanti.
Roma brucia. Piazza del Popolo brucia.
Brucia la rabbia degli operai e quella dei giovani.
Tante Italie che cominciano ad incrociarsi, a meticciarsi, ad avanzare con nuovo passo.
Se i Palazzi continuano ad ignorare la protesta della piazza le battaglie per una nuova civiltà si susseguiranno poiché in prima fila questa volta sono scesi gli studenti.
Mi auguro che accanto a questi ragazzi offesi anche le donne possano recuperare quello spazio per troppo tempo lasciato vuoto e senza anima.
Le donne possono ancora costruire ponti con le nuove generazioni e determinare la differenza fra chi dei propri figli si fregia nepotisticamente e chi invece li lancia nel futuro forti e belli come mai.
Anna Rossi
Responsabile Relazioni Esterne ONERPO Roma,16 dicembre 2010
– OBAMA, IL PRIMO PRESIDENTE NERO E DELL’ERA INTERNET, FINIRA’ IL SUO MANDATO NEL 2012 QUANDO L’AMERICA ELEGGERA’ IL PRIMO CAPO DELLO STATO DONNA
– NEL SUO PRIMO VIAGGIO IN ITALIA, DEL 2013, SARA’RICEVUTA DA BERLUSCONI…
E’ possibile semplicemente perché raffazzona consensi come tutti, anche se, a differenze degli altri, si erge a moralista della politica.
Saluti Dan
La risposta politica dell’area moderata anti-berlusconiana è immediata anche se il Cavaliere ha riaperto il borsino della compravendita dei parlamentari. Lo slogan sul quale poggia la promozione del premier, è sul leader rafforzato, ma il governo scipipoti non va LONTANO. Il Terzo Polo con Fli, Udc, Api e Mpa cambia profondamente il panorama politico e si conta il tempo per chiudere il capitolo attuale, ma non passerà più di qualche mese.
Enrico Lughini
“In piazza San Silvestro extracomunitari inscenano protesta a favore dell’ex esponente dell’Idv Domenico Scilipoti”. Confessano poscia di essere stati indotti all’inconsapevole gesto dimostrastivo da sostanziosa pecunia offerta dal medesimo onorevole.
La farsesca dimostrazione è giovata ai soli stranieri che per un giorno hanno messo insieme pranzo con cena.
astor
da siciliano, dinanzi alle prossime nefandezze del federalismo fiscale, non posso che auspicarmi la rinascita di un movimento neo-meridionalista,non populista, che possa arginare lo strapotere del governo di berlusconi-bossi-scilipoti
se invece la presidente americana fosse ricevuta da una presidente italiana, saremmo un paese grande!
lory
Il meridione si dovrebbe attivare in un movimento non polulista per progettare un paese moderno e trainante per l’economia, la cultura, l’imprenditoria del made in Italy che paga i lavoratori e non invidia l’uso di schiavi incatenati alla fabbrica per venti ore al dì e per un tozzo di pane.
Lino
alemacri Says:
dicembre 16th, 2010 at 17:48
– OBAMA, IL PRIMO PRESIDENTE NERO E DELL’ERA INTERNET, FINIRA’ IL SUO MANDATO NEL 2012 QUANDO L’AMERICA ELEGGERA’ IL PRIMO CAPO DELLO STATO DONNA
– NEL SUO PRIMO VIAGGIO IN ITALIA, DEL 2013, SARA’RICEVUTA DA BERLUSCONI…
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Alemacri! Alemacri!Alemacri!
NON METTERE LIMITI ALLA PROVVIDENZA!
Brava Lory! Condivido! Basra con questo populismo pecoreccio.
Siamo un paese grande che per cambiare timone ha bisogno di cittadini meno pacati.
Tutti insieme.
Una sinistra mozzarella ha stufato!
La destra dei furbetti del quartierino pure.
Non c’è più tempo per le appartenenze.
Rossi dice bene i numeri contano e la piazza ne può dare tantissimi. Basta andarci in piazza e parlare meno sottovoce.
Ciao
GLO
Scaldare il paese
Si subisce un freddo particolarmente gelido per le giovani generazioni, per il mondo del lavoro e della precarieta. Lo ha detto Vendola a chi gli ha chiesto cosa pensa della proposta di Di Pietro di correre assieme a Bersani. “Dobbiamo preoccuparci di riscaldare questo paese” ha risposto perché le alleanze, le coalizioni, i programmi debbono essere un grande abbraccio con l’Italia che soffre.
Ha chiamato alchimie elettorale le proposte di chi si sta proccupando di poltrone, poltrone e solo quelle.
Annalisa
L’articolo è assolutamente condivisibile e considero la cosa con grande rammarico perchè è stata persa una grande occasione di rinnovamento. La strategia è sempre quella: imbarcare personaggi che presumibilmente possono portare voti, indipendentemente dalla loro affidabilità e fede politica. Personalmente ho vissuto la cosa in prima persona: sono stato coordinatore della provincia autonoma di Bolzano fino al 2008, quando in vista delle elezioni provinciali gli inviati romani hanno imposto un’alleanza con politici di lungo corso, specializzati in clientelismo. Mi sono opposto e dimesso da coordinatore. Risultati elettorali disastrosi e rottura definitiva dell’alleanza. E poichè non è arrivato alcun segnale di ripensamento sulle strategie da seguire,nel 2010 mi sono anche dimesso dal partito.
ma come fai a stare te con uno Stalin come DiPietro
adesso anche gli arresti preventivi! Sarebbero comiche se non fossero tragiche.
barbara
La “narrazione” di Vendola è vicina al sentire delle donne che vivono di progetti lungimiranti, pensano ai figli, si nutrono di speranza e la alimentano con la laboriosità. Il tempo di raccogliere può anche essere lontano, ma deve vedersi una luce in fondo al tunnel. Usciamo da questo buio, vi prego!
Nicla Morelli
Condivido il miriam pensiero, le donne hanno bisogno di spot per portare a sé il voto delle donne e degli uomini. Il Paese accasciato è riportato dal censis senza desideri, ricordiamoci invece che si è fatta grande l’Italia con i desideri che hanno preso corpo trasformandosi in opere artistiche, edifici pubblici, servizi di qualità, prospettive culturali. La nostra Costituzione è nata dal desiderio di democrazia dei padri costituenti. La pagina nuova da scrivere sgorgherà dalle matite e dai desideri delle donne. Duro a scalfire il maschilismo autarchico di genere, ma si tornerà a guardare negli occhi le compagne per chiedere aiuto.
Valery
I salti della quaglia nella politica nostrana sono una specialità che sintetizza lo scempio istituzionale.
Di fatto le scuole e le università hanno già tolto la fiducia ai ns rappresentanti di governo e anche a molti dell’opposizione.
Nell’aria natalizia si possono respirare i tentativi di criminalizzazione della libertà di manifestare.
Un’intera generazione vorrebbe riprendersi lo spazio a lei negato da una politica concertata bilateralmente e atta a barbarie di ogni tipo come i tagli alla ricerca, alla cultura, all’istruzione e allo spettacolo…e perchè no…anche ai portatori di handicap e al sostegno scolastico…alla promozione nei luoghi di cultura attraverso le gite ecc.ecc.ecc.
Le tasse sono aumentate. NOI dopo la Svezia in Europa con il 43%.
Tasse che vengono pagate sempre e solo dai soliti noti.
Quel che però mi preoccupa di più è l’atteggiamento dell’italiano medio ormai abituato ad aspettarsi il peggio sperando di potersela cavare.
Mi preoccupa anche che luoghi come i tetti dei palazzi, le gru, i monumenti, le aule occupate dagli studenti siano divenuti i soli luoghi democratici in cui discutere e farsi sentire.
Mi preoccupa che dopo la manifestazione nella “Roma che brucia” una trasmissione come Ballarò, dopo averci ubriacato delle solite chiacchiere e dei soliti sondaggi, abbia annunciato candidamente “qualche secondo” di visione sulla manifestazione romana.
Programmi televisivi di parte si dice…ma di quale parte???
Mi ricorda un pò Gad Lerner che durante lo sciopero della fame di Wanda Montanelli, nonostante i nostri inviti/fax a testimoniare suddetto fatto durante la trasmissione “l’Infedele” sulla condizione femminile in Italia (quale migliore testimonianza diretta di una donna che stava sioperando per fame??? non disse neppure una parola.
Queste triangolazioni operative che riempiono la bocca a destra e sinistra di contenuti funzionali ma non di voglia di voler davvero migliorare questo paese, hanno stancato.
Se i Palazzi pensano di aver così allontanato i più dalla politica per agire indisturbati in una concertazione di intenti con alcuni di un’opposizione debole e corrotta anch’essa…credo si stiano sbagliando.
Le piazze continueranno a riempirsi
PACIFICHE
CONSAPEVOLI
PROGETTUALI
GRANDI
Chi vuole lo scontro sociale deve sapere che i giovani faranno di tutto per contenere la violenza che la rabbia inevitabilmente può anche scatenare.
Cossiga ci disse come funzionano certe piazze e noi non lo abbiamo dimenticato.
Affari Italiani riprende il tuo articolo.
silvia
Le famiglie italiane sono più ricche delle altre in Europa perché hanno la casa di proprietà. Gli acquisti di immobili sono causati dalla scarsa disponibilità di case in affitto a costi equi, e l’inchiesta Censis pubblica che i proprietari sono l’87 per cento, però gli indebitamenti delle famiglie e gli onerosi mutui non sono ricchezza, ma impoverimento della qualità della vita. Famiglie e donne virtuose che sanno risparmiare il centesimo devono essere elogiote, ma questo non deve far dimenticare lo stato di crisi che non permette ai trenta-quarantenni di uscire dalla casa di famiglia perchè precari o senza lavoro. Se vogliamo indorare la pillola del disagio facciamolo ma c’è poco da dire di fronte alle manifestazioni di piazza che denunciano una situazione sociale di precarietà insostenibile.
mauro
barbara berlusconi prende le distanze dal velinismo come ha fatto sua madre nel 2008 e biasima le “signorine sulle auto blu”. Domanda: si vorrà lanciare il politica anche lei o è una sincera presa d’atto di comportamenti non consoni di talune beneficiate?
graziella
graziella Says:
dicembre 22nd, 2010 at 08:14
Può essere attendibile il parere della figlia dell’oste e chieder lei se il viono dell’oste è buono?
Se per caso è girata la voce che l’oste ha dato qualche fregatura cosa c’è di più ovvio per la figlia se non mettere le mani avanti per non cadere indietro?
Un balletto di pro e di contro che non può che affermare che qualsiasi persona di buon senso non sputerebbe nel piatto in cui mangia…anzi pardon…si abbuffa.
“Mi è sembrata una persona che vuole davvero cambiare le cose” parlano di Renzi afferma Barbara Berlusconi e continua: “Da lui mi sentirei rappresentata”…salvo dare un doppio messaggio:Berlusconi premier ha fatto molto bene per il Paese, si è speso con passione, con orgoglio e ha conquistato importanti obiettivi”.etc.etc.
SE CHIUDO GLI OCCHI E IMMAGINO L’ITALIA…MI SENTO COME UN TOPO DAVANTI ALLA GROVIERA SVIZZERA…PIENA DI BUCHI MA APPETITOSA PER CHI SE LA PAPPA.
Ciao Wanda la protesta corre sul web, specialmente nel sito di De Magistris. La lettera di Eduardo Rina è estremamente significativa e penso che ti interesserà leggerla, saluti da Salvatore:
“EDUARDO RINA 15/12/10, 13:21
NE PARLO DOPO 4 ANNI DI SOFFERENZE..
Caro Luigi De Magistris, la colpa, madre di tutte queste vicende, è l’assolutismo monarchico in casa IDV di Antonio DI PIETRO. Te lo dice e te lo scrive uno che ha fatto parte di IdV dal 2000 al 2007. Anni trascorsi, da insegnate meridionale nel Veneto e nella provincia più leghista del Nord,Treviso, a costruire l’Italia dei Valori in ogni momento del mio tempo libero. A cercare sul territorio i primi candidati del 2001 per i collegi della Camera e del Senato, quando il partito era sconosciuto e inesistente. Con Massimo Donadi e altri amici che adesso, come me, sono stati fatti fuori o se ne sono scappati scandalizzati dall’assenza di democrazia interna. Anni trascorsi a raccogliere migliaia di firme per il Lodo Schifani e facendo battaglie su un territorio leghista e in Consiglio comunale a Conegliano (eletto col 3,4% dei voti nel 2002, quando Borghesi a Verona prendeva solo l’1,2% e rimaneva fuori dal Consiglio comunale. Nel 2005 fui candidato da Di Pietro alle elezioni regionali del veneto e fui boicottato dai miei amici nelle province di Venezia e di Padova dove erano necessarie le preferenze. Deluso rassegnai le dimissioni da Coordinatore provinciale di Treviso, ma Antonio Di Pietro, che mi stimava molto, mi nominò Responsabile Nazionale degli Enti Locali e mi inserì nell’Ufficio Nazionale di Presidenza (ma io potevo andare a Roma solo quando potevo per via del lavoro di insegnante. Poi fui candidato alla Camera dei Deputati nel 2006 (quando il partito veleggiava sotto il 2%) e riuscimmo a prendere il 2,7% nella Circoscrizione Veneto 2 (Treviso, Belluno e Venezia). A Conegliano, la città dove vivo e dove ero conosciuto, IDV prese il 4,5% dei voti. Fu un’elezione a sorpresa che mi comunicarono con gioia Massimo Donadi e gli amici dell’Ufficio di Presidenza che si trovavano a Roma. Immagina le scene di gioia dei miei amici del territorio, dei miei familiari e soprattutto dei miei due figli, ancora adolescenti. Ma due giorni dopo, mentre i giornali e le televisioni locali parlavano del mio successo in una terra leghista Mi arrivò una E-MAIL di Di Pietro che si congratulava con me ma mi faceva sapere che quel SEGGIO di Veneto 2 serviva a lui e che vi avrebbe fatto l’OPZIONE, visto che era candidato in tutti i Collegi d’Italia. Io mi precipitai con un aereo a Roma per parlargli… ma lui non si fece trovare in Sede Nazionale. Mentre discutevo con Donadi e Mura mi sentii male e svenni. Mi ritrovai all’Ospedale San Giovanni, dove mi fecero controlli e analisi e mi dimisero il giorno dopo. Da Di Pietro neppure una visita.. un saluto… una telefonata.. Fece entrare in Parlamento gente come i De Gregorio e i Porfidia., che poi fecero il salto della quaglia prima di questi ultimi due…. Vedi, caro De Magistris, Di Pietro ha fatto reclutamenti sempre sospetti e sbagliati anche perchè ha avuto cattivi consiglieri al suo fianco. Io dedussi, ragionandoci attentamente che fui “fatto fuori” immotivatamente lasciando l’intero partito incredulo e disorientato ( perchè avevo dichiarato la mia contrarietà a quella forma di “reclutamento dei mercenari” provenienti dall’Udeur e da Forza Italia…. Di Pietro lo definiva “il metodo Formisano” e evidentemente lo apprezzava. Ma io soffrendo quell’umiliazione e quella esclusione dalla Camera dei Deputati non feci casino e clamori. Rimasi nell’Italia dei Valori. Poi in una riunione dell’Esecutivo Nazionale, dopo poche settimane, mi tolse anche l’incarico di Responsabile Nazionale degli Enti Locali per affidarlo al Sig. Di Nardo, amico di Formisano. Poi, ancora, Di Pietro divenne Ministro di prodi e non si dimise da Deputato (potendolo fare e perchè previsto dallo Statuto di IdV… ma lo Statuto vale solo per gli altri.. per lui non vale!) per rispetto di tutte le persone che nel Veneto avevano votato per un meridionale come me! Dopo pochi mesi mio figlio di 15 anni si ammalò di una grave malattia, un linfoma no hogkin, e mi dedicai compleatamente a lui. Ma da Di Pietro nessuna telefonata, neanche per accertarsi delle condizioni di mio figlio! L’anno seguente, nel 2007, indicò in Borghesi il candidato a Coordinatore regionale del Veneto e io feci l’ultima battaglia politica dentro IDV. Tu sai bene che quando lui indica un candidato tutti si devoono allineare. E invece io mi candidai in alternativa a Borghesi, il quale fu appoggiato in quella sede anche da Donadi e Mura. Il Congresso finì con una votazione di 91 a 87 per Borghesi… Dopo pochi giorni Donadi mi telefonò e mi disse le seguenti parole: “ Hai commesso un errore gravissimo.. ti sei candidato contro il volere di Di Pietro! Da allora capii che non era possibile più stare dentro un partito che ti vieta, di fatto, di poter esprimere opinioni che non sono allineate con il CAPO! MI rimane solo la fiducia negli uomini onesti e democratici e so che tu ti batti per la democrazia interna a quel partito che io e tante altre centinaia di militanti abbiamo sposato quando ancora non era nato e non c’erano poltrone da occupare! Questa è sta la mia esperienza in IDV. Spero tanto che non sia anche la TUA… Con stima del Magistrato Luigi De Magistris!!”
i partiti adesso non hanno come scopo la società ma solo il benessere personale dei loro leader e soci, e senza fare di ogni erba un fascio perchè qualcuno si salva, si tratta di società a scopo di lucro per la massima parte. voi che portate avanti il progetto femminile non sapete se una volta al potere vi comportereste alla stessa maniera. provare per credere.
mario
Le famiglie sono in affanno con l’Istat che ne certifica una su tre in caso di spese impreviste. Il contributo delle donne nella gestione del bene famiglia è notevole, ma anche negli ambiti più diversi, e l’istat lo riconosce. Il negativo è soprattutto nel governo centrale perché alcune regioni sono impostate sul bene sociale come per esempio la Puglia che ha dato prova di efficienza grazie a Vendola.
Nel discorso di fine anno il presidente Giorgio Napolitano si rivolgerà all’Italia sacrificata. Sacrificati i giovani senza prospettive future, le donne, i meno abbienti per l’allargamento della forbice tra chi ha aumentato la ricchezza e chi è sceso in basso nella scala dell’indigenza.
I contenuti del discorso anticipati sul web riguardano appelli alla politica in nome della “moralità” e della “dignità”, spronandola a fare un “salto di qualità”. Il discorso del presidente sarà severo contro la politica vissuta pericolosamente come è stato nell’ultimo anno. Il suo invito alla stabilità è condivisibile se evitare le elezioni al buio accompagnerà ad un governo di transizione per cambiare la legge elettorale e quindi andare al voto con volti nuovi e puliti.
Anna Teresa Como
Il discorso di Giorgio Napolitano ha centrato lo stato di pericolosa situazione sociale. I giovani sono fermi, la sociertà è ferma. Nel frattempo i parlamentari si sono aumentati lo stipendio: € 1.135,00 al mese. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! Li stiamo pagando profumatamednte per… l’inerzia e il nulla di fatto. Tranne i fattacci loro!
Meditate… e partecipate alla prossima manifestazione di piazza.
Nerio
IN SCACCO LA DEMOCRAZIA (dal discorso del presidente della repubblica):
“le persone in cerca di occupazione sono tornate a superare i due milioni, di cui quasi uno nel Mezzogiorno; e che il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 anni e i 24 ha raggiunto il 24,7 per cento nel paese, il 35,2 nel Mezzogiorno e ancor più tra le giovani donne. Sono dati che debbono diventare l’assillo comune della Nazione. Se non apriamo a questi ragazzi nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l’Italia : ed è in scacco la democrazia”.
Parole di peso, parole sante di un ex comunista che si trova in lunghezza d’onda con il Papa e che come il vescovo di Roma ha capito che così non si può andare più avanti. Sarebbe a dire che i deputati ottusi non hanno scusanti e mandarli zappare è doveroso. Quanto prima è, meglio è!
Enrica d.r.
Salvatore e coolegamento al web
del 26 dic 2010
Mia madre anche aveva sposato l’idea “giusta” dell’IDV. Ora ripensando a quei lecchini senza un filo di cultura ma solo arrampicatori che passano per Via Cicerone si rotola per terra dalle risate.
Finiremo come gli americani…prima di muovere un dito faremo contratti.
Non ci sono sedi IDV gestite da “vero” partito. Non un euro di gestione. Le donne sono un optional tolta la Mura che è la tesoriera di sempre.
Di che vogliamo parlare?
La parola merito non mi piace.
Ma la correttezza è di per sè già meritoria nel mettere sul piatto chi lavora e quindi proporlo, se il caso, e non eliminarlo a prescindere per far posto ai quaquaraqua ex DC o UDEUR o come BUCCI che i partiti li ha “visitati” quasi tutti.
Ma quale programma?
Alla fine quel che conta sono i rimborsi elettorali.
E l’uomo campa.
Ciao a tutti
GLO
Cara GLO,
quando una giovane come te fa una foto come quella che hai fatto il problema è risolto a già a metà.
Spero tanto che i giovani, in questo tempo di ingiustizia e sarcasmo da parte dei governanti, partoriscano quella forza e quel coraggio che le nostre generazioni post/belliche hanno dimenticato.
Non vi fate intortare dalle chiacchiere e non diventate appartenenza di chi vuole gonfiare il proprio portafoglio sulla pelle degli altri.
Ci vogliono programmi in cui ci stia tutto.
Gente preparata in grado di sostiursi uno con l’altro per competenza e spirito di coesione sociale.
La forza di chi non ha potere e la solidarietà e oggi siete in tanti.
Nessuno potrà fermare l’idea nuova di cui il giusto è portatore…nemmeno i carri/armati.
Chi aggredisce Berlusconi e lo utilizza come unico programma di opposizione per sopravvivere è incapace di formulare un pensiero proprio e vive come ameba attaccato alle energie altrui.
Le critiche ad un opposizione debole arrivano da tutte le parti. Non un solo stendardo di riconoscimento si alza a distinzione di un esercito di militanti perchè battaglie vere e proprie non si fanno.
Ci si barcamena in un mare di interessi senza bandiere. Sono sempre gli stessi. Potere e denaro.
Una noia bestiale che come pietra al collo ci sta facendo annegare.
Quando si esagera nell’ingerenza della pubblica cosa e si profanano le anime di chi la abita si finisce per far la fine di Sodoma e Gomorra.
Nessuno può allontanarsi senza aver pagato prima il conto all’umanità.
Wanda segnalo alle amiche il Forum sul nucleare per interventi a favore o contro. Spero molti contro secondo l’orientamento di questo blog.
marta
La dirigenza della Fiat avanza la pretesa di una sottomissione feudale dei suoi dipendenti. A quando il ripristino dello jus primae noctis?
Le chiamano relazioni industriali: e’ la vecchia incessante soverchiante lotta di classe dei ricchi contro i poveri, degli oppressori contro gli oppressi, degli sfruttatori contro gli sfruttati. Chiamiamo le cose col loro nome.
Le pseudoconsultazioni da cui dovrebbe emergere il libero convincimento e la libera volonta’ dei lavoratori, pseudoconsultazioni condotte con la pistola padronale appoggiata alla tempia di ogni singolo operaio (e delle relative famiglie sovente monoreddito), sono una ignobile farsa.
Il ricatto della dirigenza Fiat e’ espresso con spudorata secchezza: “O sfruttamento in condizioni servili e precarie, o disoccupazione e fame”. Questo criminale ricatto va combattuto e respinto.
Continua su:peacelink.it
Nerio
L’intervista di De Magistris su La7, le sue esternazioni, fanno sperare che l’Italia dei Valori può svoltare. Speranza è l’ultima a morire
Michela
Donadi fa dichiarazioni contro il sostegno alla Fiom e non segue la linea di De Magistris che è invece pro-Fiomm:
“Con la Fiom contro Berlusconi”, l’adesione di Luigi De Magistris all’appello di Camilleri, Flores d’Arcais, don Gallo e Hack, ecc.
La linea ufficiale qual è?
Lory
La linea ufficiale qual è?
Lory
Lory cara,
come può esserci una linea ufficiale lì dove abbiamo già detto e ridetto come si sta sul predellino.
E’ evidente che l’impatto con la catastrofe del “prodotto lavoro” che intende la manodopera parte del prodotto fino a se stesso vuole essere baipassato da esternazioni pro/potere che lasciano sbigottiti chi ormai di questo socialismo più o meno liberale non sa che farsene.
Ormai siamo al punto.
Gli uomini di pensiero sociale che non tradiscono la disciplina umanitaria del diritto/dovere sono sparpagliati in mezzo ai leoni e non si capisce cosa ci facciano in quelle gabbie.
E’ evidente che il sistema li ha intrappolati e che grazie a loro si trascina la gente perbene che poi è scaraventata in progetti dissolutori ed inumani.
Fra pochi mesi la FIAT chiuderà lo stesso, il contratto nazionale stracciato farà da tam tam a tutto il resto e il mondo dei diritti dei lavoratori sarà distrutto.
E’ un passaggio importante per il potere mondiale.
Lavoro ed istruzione attaccate producono quello spazio in cui il potere può abbassare lo spirito di consapevolezza nel suo crescere e nel contempo dettare il passo senza ostacoli.
Se la storia mondiale ha conosciuto fame miseria e crudeltà…lo scenario che attende ora il mondo sarà globalizzato anch’esso e nel medesimo spazio/tempo coinvolgerà larghi spazzi di territori.
In nord Africa è già cominciato il tam tam…e sia la Tunisia che l’Algeria che l’Egitto sono davvero molto vicini ai piedi dell’Europa.
Grandi produzioni di pane/riso/cipolla/mais sono ormai controllate da multinazionali nè più nè meno del petrolio o del gas.
Mentre scrivo penso all’acqua.
In Sudamerica ci sono acquedotti chiusi e la gente paga già da anni l’acqua.
Un solo sogno mi resta:
SVEGLIARMI UN GIORNO IN UN’EUROPA DOVE IL VIRUS POTENTE DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE INCONTRANDO IL VIRUS DEL RISORGIMENTO ITALIANO E QUELLO DELLA RESISTENZA EUROPEA…SI UNISCANO IN UN GRANDE FLAGELLO PER CHI IN QUESTI LUNGHI 60 ANNI NON HA FATTO ALTRO CHE IMPOVERIRE L’ESSERE UMANO NELLA SMANIA DEL POTERE.
Michela Says:
gennaio 12th, 2011 at 21:23
L’intervista di De Magistris su La7, le sue esternazioni, fanno sperare che l’Italia dei Valori può svoltare. Speranza è l’ultima a morire
Michela
Luigi De Magistris e’ un uomo straordiario che dovrebbe dettare l’agenda di partito.
Un uomo credibile
Un uomo che è in parlamento europeo con mezzo milione di voti SUOI
GENTILE SIG.WANDA MONTANELLI: per avere una chiara partenza nel Suo blog inizio con il comunicare il mio nome e cognome e la mia e mail,niente pseudonomi !!! Chi sono ?? Un 83/enne,che HA PARTECIPATO ATTIVAMENTE ALLA LOTTA PER LA LIBERAZIONE !!!Nato e cresciuto FIGLIO DELLA LUPA,BALILLA,BALILLA MOSCHETTIERE ED AVANGUARDISTA ,indi EDUCAZIONE FASCISTICA FIN DA NATO !! MA !! AL MOMENTO OPPORTUNO …….PARTECIPANTE ALLA LOTTA CONTRO IL FASCISMO SOPRATTUTTO DI SALO’,NON MI POSSO DILUNGARE SPAZIO /YEMPO .QUINDI; e non letta e storicizzata “”PRO DOMUS DEI “” DA PARTITI E STORICI DI PARTE !!! SONO UNO DEI FONDATORI DELLALLORA “” PRO DI PIETRO “” TERRITORIALI POI DIVENUTA ASSOCIAZIONI INDI PARTITO !! MA NON COSI A VANVARA,SCERVELLATAMENTE O…..PER INTERESSI PERSONALI OGGI COME IERI 1946/2012 ,TANGENTARO/TANGENTISTI E PEGGIO ( A QUEI TEMPI SI RISCHIAVA E FORTE E SENZA DISCCRIMINAZIONE ,CHE CHE O COME SI VOGLIA RACCONTARE A SECONDA DI CHI RACCONTATO !!! “”DI PIETRISTA E IDV/ista A RAGION VEDUTA ,DOPO UN ATTENTO ED ACCURATO ESAME DATOMI DALLE ESPERIENZE VISSUTE NEL PASSATO ,VIA,VIA,FINO AD OGGI|| E TUTTI DICO TUTTI ,SE NON GLI UTILIZZATORI DEI “” FAVORI POLITICI ATTRIBUITISI PERSONALMENTE A DANNO DEGLI ALTRI ONESTI E LAVORATORI CITTADINI “” POSSIAMO CONFERMARLO CON FATTI REALI CHE OGGI TUTTI VIVIAMO E VEDIAMO ,COME IO IERI + OGGI.INDUBBIAMENTE CONFERMO CHE ABBIAMO SECONDO TEMPO DEL BENE E DEL MALE,NESSUNO E’ SANTO E PREVEGGENTE ,UNA COSA SOLO POSSIAMO PREVEDERE SICURAMENTE “” SIAMO ITALIANI !! INAFFIDABILI VOLTAGABBANA SECONDO….!!! “” PREGIO ! ! ??? RICONOSCIUTO DA TUTTO IL MONDO !! QUINDI DOPO QUESTA ATTENTA OSSERVAZIONE/ESAME DI COSCENZA RICONOBBI IL VERO VALORE DI ANTONIO DI PIETRO ED IL SUO ESATTO PENSIERO “”GIUSTO ED ONESTO “” DA LANCIARE IN POLITICA ;ANCHE PERCHE’ FIGLIO DI CONTQADINI E CONOSCENTE DELLA DURA REALTA’ DEL LAVORO PESANTE E DEI SACRIFICI NECESSARI A TIRARE AVANTI LA VITA DI FAMIGLIA PER ME GRANDE ONORE CHE DEVE ESSERGLI RICONOSCIUTO E NON DENIGRATO !!COME OGGI NORMALMENTE SI USA ;SE NON SEI FIGLIO DI…..O SE NON SEI…. HAI TUTTE LE PORTE CHIUSE !! SI E’ FATTO FORTE HA AVUTO LA FORZA DI FARE ED ESSERE ARRIVATO DOVE E’ PER LA SUA VOLONTA’ IN UN AMBIENTE DIFFICILE E DISONESTO E FORSE QUESTO AMBIENTE E’ STATO SUO MAESTRO “”HA CAPITO IL MARCIO,QUALE ERA E DOVE STAVA “” QUESTO PUO’ DIRE /VI NIENTE !!?? ALLORA LASCIAMO PERDERE LE SCIOCCHEZZE,LE INTEMOERANZE,LE COGLIONERIE……ecc.DI CERTI AMBIENTI,SCANDALISTICI….DI PARTE,VOLUTI DA PDRONI E SEGUITI DA LUSTRASCARPE PRO CARRIERA/STIPENDIO E….CHE FANNO DI TUTTO A CREARE ,A CERCARE “”SCOOP “” MAI COMPROVATI E PORTATI ALLA LUCE DEL SOLE !!! RICONOSCIAMO I MERITI A CHI LI HA’ CONDANNIAMO SEVERAMENTE CHI SEMINA ZIZZANIA SOPRATTUTTO OGGI EPOCA CONFUSIONALE DOVE IL BUONO PASSA PER CATTIVO E VICEVERSA !! CERTO RIPETO PREVEGGENTI NON SIAMO NESSUNO;E QUINDI TUTTI POSSIAMO COMMETTERE ERRORI .INCLUSO DI PIETRO !! MA UNA PERSONA “”””FONDALMENTE ONESTA E CON INTENTI ONESTI “” NON IMMAGINA NON PENSA CHE ATTORNO A LUI VI SIANO “”TUTTI DELINQUENTI “”E QUINDI PUO’ ANCHE SBAGLIARE NELLE SUE VALUTAZIONI !! SCILIPUOTI…..ecc .NE SONO L’ESEPIO !! MA QUEL PARTITO.CHE NON HA AVUTO SIMILI “”MARIONETTE ASSURTE A CAPATAZ “” SCAGLI LA PRIMA PIETRA !!IL RESTO LO FA’ LA MISERRIMITA DEL GIORNALISMO STAMPATO E TV “” AUGURANDOMI CHE LE PERSONE ONESTE,SINCERE,NON AGGREPPIATE CAPISCANO !! COME ORA SEMBRA ;ABBANDONANDO PARTITI E LORO “”CAPATAZ “” E GHE QUESYO GIORNALISMO FASULLO INCREDIBILE DI PARTE INIZI A CAPIRLO PRIMA DEL POPOLO .
Io non ho fiducia + di nessun parlamentare presente oggi in parlamento visto che vuoi un commento, ti invio il mio:Siccome non voterò nessuno forse (tranne Di pietro o Grillo) e comunque da una parte penso che sarebbero voti inutilizzabili xchè non raggiungerebbero il quorum per entrare in parlamento, perchè non crei il((PARTITO DEL NON VOTO)) con una rappresentanza di giovani non legati a nessun gruppo politico(e ve ne sono, solo che non hanno spazio per entrare in politica.Forse come tanti “”che non voteranno se rimane la stessa gentaglia (di ladri , corrotti e mafiosi)”” esprimeranno il voto sul PARTITO DEL NON VOTO ed io sarò il primo a votarlo e sono convinto che sicuramente più del 10% prenderà Ti saluto cordialmente e fammi sapere ciao