Author Archives: Wanda Montanelli

29 AGOSTO. LA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO I TEST NUCLEARI

 

Il Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), che vieta le esplosioni di test di armi nucleari e qualsiasi altra esplosione nucleare, sia per scopi civili che militari, in tutti gli ambienti. È stato adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996, ed è stato firmato e ratificato da 170 nazioni. Il trattato però non è mai entrato in vigore perché in conformità all’articolo XIV sono necessarie le ratifiche da parte di 44 Stati ben precisi. Di questi, cinque paesi non hanno ancora ratificato il trattato: Cina, Egitto, Iran, Israele e Stati Uniti; tre non hanno invece mai firmato: Corea del Nord, India e Pakistan. Sono tutti Stati che hanno (o che vorrebbero avere) un arsenale nucleare.

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PARLAMENTO, DALLA REGOLA DELLA ROTAZIONE DI PANNELLA AL VINCOLO DEI DUE MANDATI DI GRILLO

 

Sul vincolo dei due mandati, ormai confermato, l’articolo non pare del tutto condivisibile, ma è indubbiamente interessante, specie se ascoltato da chi sa leggere e commentare la rassegna stampa.

Stamattina a Radio radicale su Stampa e regime divertentissima la frase in napoletano pronunciata da Marco Cappato per ricordare anche in quel caso la “regola della rotazione” imposta a suo tempo da Marco Pannella.

Ecco la frase:

“Ci fu un tempo in cui Marco Pannella, ossessionato dall’idea che i suoi eletti venissero sedotti dal Palazzo, impose la regola della “rotazione” tra i parlamentari a metà legislatura. Quando infine toccò al simpatico Mimmo Pinto, già leader dei @disoccupati organizzati di Napoli ed ex Lotta Continua (una specie di Roberto Fico d’antan), l’allora deputato rispose a Pannella facendo una piroetta su se stesso: «Voilà Marco, agg’ fatt ‘a rotazione».

Questo è l’ episodio comico letto da Marco Cappato che se l’è pure cavata non male nella pronuncia partenopea.

La rotazione per quanto mi riguarda è nell’ascolto della radio, in cuffia sempre, e la mattina presto la scelta è tra  “Stampa e regime” la migliore rassegna stampa da molti decenni, condotta in maniera unica – fino al giorno della sua dipartita – da Massimo Bordin. Ed ora tanti i bravi, tra cui Carlo Romeo che più si avvicina allo stile, la competenza e l’arguzia di Bordin. Per questo la mia alternanza ogni giorno all’alba è tra questa monumentale radio (grandiosa per l’archivio e la preziosità dei contenuti) e la cronaca di Radio anch’io con Giorgio Zanchini. Anche lui ficcante, curioso, sempre sul pezzo. Non ci sono trasmissioni tv che reggano il paragone con siffatte divulgazioni radiofoniche. Stamattina una perla è stata la piroetta di @Mimmo Pinto, letta dal pezzo Francesco Bei su Repubblica    M5S, Grillo licenzia le stelle: se la rivoluzione divora i suoi figli 

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ELEZIONI: SCIOPERO DELLA FAME PER LA FIRMA DIGITALE SUBITO

In queste ore EUMANS e l’Associazione Luca Coscioni con Marco Cappato hanno lanciato un appello urgente al Presidente del Consiglio Mario Draghi per richiedere da subito di rendere possibile la raccolta firme attraverso SPID per la presentazione delle liste per le elezioni. Il 25 luglio abbiamo inviato una lettera a Draghi e dal 27 luglio Virginia Fiume, co-presidente di EUMANS, ha avviato uno sciopero della fame. Di seguito trovi la lettera di annuncio dell’iniziativa nonviolenta e puoi compilare il form per dare la tua adesione all’iniziativa. 

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DRAGHI’ NUN CE LASSA’ ! DRAGHI’ NUN CE LASSA’ !

 

A partire dai Sindaci di mille splendide città e borghi italiani, fino alle cancellerie internazionali, dai sindacati, alla Confindustria, e  primo fra tutti il nostro amatissimo Pesidente Mattarella; a seguire il Vaticano, i direttori delle maggiori testate giornalistiche, ma immagino tanta parte di popolo che come gli indigeni del famoso film “Riusciranno i nostri eroi… “ si sentono spaesati dalla partenza del loro capo carismatico e gridano quasi al cielo “Titì nun ce lassà!” . Nel geniale film di Ettore Scola, con la magistrale interpretazione di Alberto Sordi e Nino Manfredi  verso il finale arriva la agognata pioggia. E noi?  Noi che pure siamo a secco di acqua, tra roghi criminali che non sono mai puniti abbastanza, le incognite future sul Pnrr, l’inflazione, la crisi energetica, il bisogno di fare tagli alle accise, la necessità  di siglare un accordo sul grano, il contenimento del maledetto virus (e ora pure con la sottovariante Ba.2.75, Centaurus) che fa contare ancora troppi morti ogni giorno; e la gente che non sa come mettere a tavola un piatto due volte al giorno e si dispera per le bollette aumentate in modo esponenziale. Ma fra tutto ci opprime la Guerra pesantissima, assurda, imprevista, su cui nessuno ha una soluzione giusta per farla terminare.

Senza offesa per nessuno per il paragone, ma diciamolo pure, siamo tutti sconcertati, e se è pur vero che la democrazia si esplica maggiormente attraverso le elezioni facciamoci delle domande. Ho chiesto a molti. Nessuno sa dire con certezza chi vorrebbe al Governo da qui al futuro. Chiediamoci perché. Soprattutto se lo chiedano i partiti. Perché abbiamo bisogno di appoggiarci alla spalle forti di Mario Draghi e non ci vengono in mente alternative? Il fatto è che non vogliamo cambiamenti. Non adesso, non subito. E’ solo questione di denaro? “No Mario no soldi” scrive Feltri su Libero, ma certo anche i soldi ci servono eccome, e trovo sagge le parole di Paolo Guzzanti di oggi L’altra metà delle Stelle :  È verissimo che gli italiani sono stati espropriati per anni del diritto di esprimersi col voto come un vero popolo sovrano, ma è altrettanto vero che stavolta siamo in mezzo a un guado pieno di bestiacce carnivore e sabbie mobili che prima non esistevano, come la ripresa del virus, una guerra di aggressione che va fermata e una crisi economica, che richiedono virtù, polso fermo ed esperienza, qualità per cui Draghi ha accumulato crediti nazionali e internazionali”. E ancora  sulla stessa onda Claudio Cerasa sul Foglio: “Perché ringraziare il Parlamento italiano, comunque finirà: Ha saputo arginare gli estremismi, ha prodotto grandi trasformazioni nei partiti e ha accompagnato l’Italia verso una stagione di compromessi esemplari. Qualunque sarà il destino di Draghi, questa legislatura non va demonizzata”. Così pure Matteo Renzi che ha fatto partire la petizione “Draghi resti a palazzo Chigi”  .

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“FROM ZERO TO HERO” Radio Cusano Campus. In Libro Veritas: l’intervista  per il libro inchiesta di Wanda Montanelli

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