Author Archives: Wanda Montanelli

DONNE ASSASSINATE IN EMILIA, QUATTRO IN POCHI GIORNI, UN PALESE EFFETTO WERTHER DI CUI NESSUNO TIENE CONTO (SUGGERITA LA SORDINA)

Non è un caso che una dopo l’altra siano uccise donne per i motivi più disparati, come non è una novità che le modalità di divulgare le notizie su tali crimini incidano profondamente sulla psicologia di soggetti borderline e persone orientate a considerare se stessi vittime di decisioni e atteggiamenti altrui (la fidanzata, la madre, la compagna). Restanoi mperterriti i giornalisti che scelgono di pubblicare titoli “giustificanti” il crimine con frasi del tipo “Padre violento uccide il figliolo per vendetta. Era lei che lo voleva lasciare” .

Un altro fattore da considerare tra le modalità di comunicare e gestire i delitti contro le donne, è la vittimizzazione secondaria ovvero quelle situazioni in cui le donne diventano vittime una seconda volta: nei tribunali, nei percorsi legali e sanitari, nella rappresentazione dei media, nel contesto sociale, nel giudizio delle scelte di vita.

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LA STRATEGIA FALLIMENTARE DI BORIS JOHNSON. (IL “LIBERI TUTTI ” CHE PORTA ALLA MORTE DEI CITTADINI)

 

Niente green pass, né mascherine né prudenza, né distanziamenti. Va  tutto bene, madama la marchesa, il  “tutti liberi” del premier britannico, che pare abbia già messo in conto in conto questa drammatica situazione di pandemia con una media altissima di contagiati e morti quotidiani. Decisioni prese per spingere l’economia? Per aumentare il Pil? Non è dato capire – a lume di buon senso – che cosa lo spinga Boris Johnson a questa débâcle che ha fatto ripiombato nell’incubo la Gran Bretagna. I numeri dei nuovi contagiati e morti giornalieri sono saliti ai livelli del marzo

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DI CHE FEMMINISMO SI PARLA IN TEMPI DI DDL/ZAN?

Si parla di quel femminismo che dai primordi della Repubblica, il 2 giugno 1946, ha partecipato alla elaborazione della Costituzione, con gli articoli 2,3, e di quel femminismo che nel corso degli anni ha elaborato l’art. 51, le leggi contro la violenza con farle diventare reati contro la persona, anziché contro la morale. Si parla di quel femminismo che sostiene il diritto alla salute e alla dignità e della persona con l’art. 32., dov’è incluso il diritto delle donne di non essere massacrate e/o usate come VUOTI A PERDERE, considerate meri contenitori, macchinari per produrre bambini, a loro volta acquisiti alla stregua di “bambolotti” a cui non è concesso nemmeno di poter essere allattati, per la fretta allontanarli in tempi da record dal corpo materno che li ha tenuti in grembo per 9 mesi. Ma che importa! Il giocattolo mica ha bisogno del seno di sua madre! mica avvertirà di non sentire l’odore della mamma, di non udire lo scandire di quel battito cardiaco che lo ha “cullato” come musica celestiale per tutto il tempo in cui cresceva beatamente nel liquido amniotico. Che importa a questi lobbisti del “TUTTO IO”! Che gliene frega delle “assenze” che avvertirà il bambino una volta “sradicato” dal terreno di tenerezza che offre una madre.

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“GIUDIZIO UNIVERSALE INVERTIAMO IL PROCESSO”. INIZIA OGGI 5 GIUGNO 2021 LA CAUSA PER IL CLIMA CONTRO LO STATO ITALIANO. GIA’ CONDANNATE FRANCIA E OLANDA DAI RISPETTIVI TRIBUNALI

Anche l’Italia fa causa allo stato italiano per inattività in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e con la campagna “Giudizio universale, invertiamo il processo“.

Le precedenti condanne di Francia e Olanda fanno ben sperare. Il tribunale amministrativo di Parigi ha condannato la Francia stabilendo che lo Stato francese non ha intrapreso azioni sufficienti per combattere i cambiamenti climatici. Definita il ‘processo del secolo’ la causa promossa da quattro associazioni ambientaliste ha ottenuto una sentenza nella quale la corte ha stabilito che c’è un legame tra danno ecologico e carenze da parte dello Stato nel rispetto dei propri obiettivi, e  di conseguenza ha disposto che al posto del rimborso in denaro vadano effettuate le azioni per raggiungere la riduzione dei gas serra. Barbara Pompili, ministra per la Transizione ecologica francese ha preso atto della sentenza  dichiarando: “ Il governo resta pienamente impegnato a raccogliere la sfida climatica e a non lasciare nessuno da parte in questa transizione indispensabile”.

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PRIME MINISTER, UNA SCUOLA DI POLITICA PER GIOVANI RAGAZZE

 

In tempi di politici improvvisati e incolti è una buona notizia la istituzione di Prime Minister, Scuola di politica per ragazze tra i 13 e i 19 anni. Le fondatrici sono Angela Laurenza, Florinda Saieva ed Eva Vittoria Camerino, che hanno dato inizio a questa acculturazione, così insolita e così utile, aprendola a Favara, in provincia di Agrigento, in Sicilia, una regione che ha il  tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa e il numero dei neet Neet (Not in education, employment or training), del 38,6%. È qui che l’associazione Movimenta e Farm Cultural Park ha dato vita lo scorso anno alla scuola di politica per giovani donne, e dal 22 febbraio di  quest’anno una sede è stata aperta  anche a  Napoli.

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