Raccontava un famoso conduttore tv nato a Roma di aver avuto per un certo periodo della sua vita un sogno notturno ricorrente: quello di diventare Papa. Una volta eletto al soglio pontificio si affacciava alla loggia della basilica di San Pietro e la piazza lo acclamava gridando: “È romano, è romano, è romanooooo!“. Al di là del curioso e divertente aneddoto, sono stati un centinaio nella storia i Papi nati a Roma. L’ultimo fu Pio XII, incoronato in Vaticano nel 1939. Sulla opposta riva del Tevere, invece, quanto a Presidenti della Repubblica Italiana, in oltre 70 di vita democratica non ve n’è stato curiosamente neppure uno che abbia potuto vantare natali nella Città Eterna.
La lista degli inquilini del Quirinale annovera tre campani (De Nicola, Leone e Napolitano), tre piemontesi (Einaudi, Saragat e Scalfaro), due sardi (Segni e Cossiga), due toscani (Gronchi e Ciampi), un ligure (Pertini) e un siciliano (Mattarella). Che sia finalmente ora di avere un Capo dello Stato romano di nascita come Mario Draghi?
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Quirinale, Financial times: “Draghi può servire meglio l’Italia da presidente della Repubblica”

D’accordissimo con lei, è il momento del romano SuperMario. E poi è anche ora di scegliere un Presidente amato dai cittadini al momento dell’elezione. L’Italia ha sempre avuto come Presidenti grandi uomini delle istituzioni, dal profilo altissimo e molto amati. Ma la sintonia con noi cittadini è scoppiata dopo l’elezione, col passare del tempo. Al momento dell’elezione non erano amatissimi, se non altro perché non conosciuti da tutti. L’elezione di Draghi sarebbe da questo punto di vista un’elezione in controtendenza, una “riconciliazione” con il popolo.
Più che gusto. In questo periodo di dolore e incertezze nessuno è più rassicurante di Draghi come presidente.
Io non sono convinto che Draghi non sia meglio lasciarlo come premier. Mi sta bene comunque come presidente, ma la vedo difficile; troppi appetiti a destra.
Oltretutto Draghi è fortunato e la sua presidenza potrà ancora meglio incidere sul destino e il prestigio dell’italia.
Se fosse eletta una donna sarei più gratificata, ma nel pericolo che si riesca a mandare al Quirinale Berlusconi con il timore di una deriva “scombitata” e priva di quel sensol delle istituzioni necessario in un ruolo così importante, ebbene che sia eletto Draghi, quale scudo e riparo dal peggio che potrebbe arrivare.
ma chi viene in mente di presentare Berlusconi! magari con appresso una scorta di olgettine? follia!!!!
SuperMario dà più garanzie per non essere stato nell’occhio del ciclone più volte per le donnine allegre, ma ci pare giusto un banchiere al quirinale? Eppoi quando tocca alla destra? Mai?
il ruolo migliore di Draghi è quello alla presidenza del Consiglio, chi amministra tutti quei soldi europei se lui se ne va? Non mi fido.
giusto quello che scrivi, ma temo che il berlusca stia manovrando non da poco sott’acqua per raggiungere lo scopo. Spero che non abbia ragione Travaglio quando dice che in Italia può succedere di tutto. Aiutoooo!
Si vabbè, e pure tu proponi un ennesimo presidente, e quando avremo LA PRESIDENTE?
ll piano di Berlusconi (trovare una cinquantina di voti che mancano al centrodestra per arrivare a quota 505 al quarto scrutinio) è complicato a impresa quasi impossibile. Giorgia Meloni pranza intanto con Letizia Moratti (alternativa a Berlusconi) e pur fingendo di considerare Beelusconi un “patriota” degno di essere il prossimo presidente, in realtà vorrebbe andare alle elezioni per vincere e diventare premier lei stessa, con Draghi al QUIRINALE perché no?
ma non ha comprato un’isola nel mar del Pacifico Berlusconi? e’ ora che vada a godersela e ci liberi dai suoi deliri.
C’è da firmare la petizione sul fatto quotidiano, ma a parte questo chi avrebbe il coraggio di renderci ridicoli davanti al mondo? chi del mondo della politica?
vedi che il fatto quotidiano ha ragione a preoccuparsi, vedi che ti dico!
Immagino che gli attacchi a Draghi- supermario sono frenati dalla sua forte personalità e dal prestigio internazionale, ma più si andrà avanti e più ci avvicineremo alle prossime elezioni – ormai inderogabili – maggiormente verrà fuori la vera avversione a Draghi. Ora abbozzano tutti, sti politici che da destra a manca non saprebbero che fare senza il suo compito di grande equilibrio. Non si deve però arrivare sul filo del rasoio e fa bene Draghi a optare per il Quirinale.
Sembra che Draghi abbia pure considerato di restare, ma come giustamente ha osservato Angelo, è molto rischioso, con possibilità di colpi di scena e esiti negativi soprattutto per gli italiani che si potrebbero ritrovare con un premier o un presidente inadatto ai tempi cruciali e preoccupato a negoziare interessi partititici piuttosto che preoccuparsi del bene pubblico.