CONTRO L’INCUBO NUCLEARE ESORCISMI DI SETTE RAGAZZI SOSTENUTI DA GREENPEACE
E DA TANTA PARTE DEL PAESE CHE TORNERA’ A VOTARE
E a Milano altre 5 schede elettorali per l’ambiente
“I pazzi siete voi”
Intervista ai sette protagonisti
chiusi in un bunker antiatomico
Non si mangia l’insalata. Né latte, formaggi, carne o pesce. Noi che siamo andati alla ricerca di scatolette arrugginite ai tempi di Chernobyl sappiamo che significa. Era 25 anni fa il 26 aprile 1986. E’ la storia che si ripete per chi non è promosso nell’evoluzione sociale come gli studenti asini che ripetono l’anno per insanabile zucconaggine.
Nell’ottantasei Tripoli e Bengasi erano bombardate come adesso. Al tempo l’ordine lo dava il presidente-attore Ronald Reagan, oggi i ribelli libici sostenuti dalla Nato. Chissà perché non siamo in grado di mettere fine ai problemi che precarizzano e mettono in pericolo la vita di tanta umanità.
Quella del nucleare era una battaglia vinta. Il referendum l’8 e 9 novembre 1987 dopo un anno e mezzo dal disastro atomico russo ottenne la partecipazione di massa ed un enorme successo dei tre sì dei quesiti (dal 72 all’80%) . I governi di allora dal 1988 al 1990 di Goria, passando per de Mita e poi Andreotti stabilirono definitivamente il 26 luglio 1990 con la delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) la fine del programma nucleare. Gli abitanti di Latina, Trino, Caorso e Montalto di Castro tirarono un sospiro di sollievo. Tutti gli italiani festeggiarono.
Invece rieccoci a non mangiare insalata. Non per il batterio Escherichia coli mutato come un killer trasformista che per colpire le sue vittime non si fa riconoscere. La prudente attenzione agli ortaggi non lavati non c’entra. Si ritorna a distinguere la foglia larga, il latte in polvere, i cibi confezionati pre-catastrofe anelati come preziosità, e le ossidate scatolette di aringhe e fagioli acquistate a caro prezzo come delicatessen dal valore inestimabile.
Come la guerra in Libia si è ripetuta la catastrofe nucleare a Fukushima e di conseguenza la motivazione a votare al referendum. La moviola che ci riporta gli stessi avvenimenti del passato è vista e diffusa. I tentativi di frenare la trasmissione di immagini e l’ondata di emozioni che come lo tsunami giapponese invadono l’immaginario pubblico non hanno del tutto funzionato. I nuclearisti di governo non sono riusciti a frenare la comunicazione sui referendum. L’informazione, anche quella obbligatoria delle tv pubbliche, è partita con notevole ritardo. Ma i movimenti, le associazioni, i blogger, gli artisti hanno funzionato alla grande. Celentano fa da capofila e val la pena citarne uno per tutti, non fosse altro perché sappiamo che il ragazzo della via Gluck si è dimostrato rispettoso della natura in tempi non sospetti.
Tra i partiti da Bonelli a Vendola, da Bersani a De Magistris le dichiarazioni a favore del referendum, che comprende il Sì per l’acqua pubblica e quello per l’abolizione del legittimo impedimento, si consumano in piazza, nei portali internet, sui fogli cartacei di tanta stampa ecologicamente rivolta alla pulizia di mari, cieli e politica nostrana.
La tv generalista di Stato non ha fatto bene il proprio dovere e il 24 maggio 2011 il segretario dei Radicali, Staderini era in video travestito da fantasma per protestare contro il silenzio Rai sui referendum. Però grazie alla rete le notizie volano da un sito all’altro. Nuotano nel fiume di byte con mille rivoli e affluenti dei Comitati per l’acqua, i Gruppi pro-referendum, gli eventi pubblici sui quattro Sì. Su Facebook, Twitter, Myspace, e passano da file a file nell’inarrestabile corsa alla mobilitazione del 12 e 13 giugno.
I Pazzi siete voi, è l’iniziativa di sette ragazzi.. Stanno in un bunker antiatomico come se fosse esplosa una centrale nucleare. Sono sostenuti da Greenpeace e provano a vivere come se fuori l’atomo nefasto fosse pronto a devastare la natura umana, come già fa a Fukushima purtroppo. Le particelle radioattive sono all’esterno della loro casa sigillata esistente in un quartiere di Roma. Si chiamano Alice, Luca, Giorgio, Alessandra, Marco Silvio e Pierpaolo. C’è segretezza assoluta sul luogo che comunque potrebbe essere al Testaccio, come al quartiere Prati di Roma, a Ostia come a Trastevere.
Li intervisto tramite la loro addetta stampa di Greenpeace Rebecca Borraccini.
In quale zona di Roma vi trovate?
Risposte dei ragazzi nel bunker: Vorremmo mantenere segreta la nostra collocazione geografica, perché siamo convinti che tutti debbano sentirsi chiamati in causa. Un incidente nucleare potrebbe avvenire ovunque ci sia una centrale.
Gli abitanti dei dintorni si sono accorti di voi?
R: Ci sembra che nessuno si sia accorto di noi. Un po’ per la posizione fortunata della casa, un po’ per la nostra discrezione. Se così non fosse, allora abbiamo avuto la fortuna di avere “vicini modello”!
Ripetereste l’esperienza?
R: Certamente, 1000 volte. Siamo convinti della protesta che stiamo portando avanti, e del fatto che il paese aveva bisogno di svegliarsi; noi l’abbiamo fatto a modo nostro, scegliendo un tipo di azione che, oltretutto, ci sta formando e migliorando come persone.
Se fuori dalla casa ci fosse davvero contaminazione e doveste restare moltissimo tempo chiusi, cosa vi piacerebbe avere con voi (qualcosa di irrinunciabile)
R: Le persone a noi care. Probabilmente, per i motivi più disparati, in caso di incidente nucleare potresti non avere vicino chi vorresti, e questo credo possa essere devastante nel caso l’incidente sia reale e non simulato
Siete stati nel bidone per continuare la protesta. Mi raccontate? Plausi, critiche, adesioni.
R: Pierpaolo e Giorgio si sono spostati in un container di 4 metri per 5 a forma di bidone radioattivo. La protesta, così estremizzata, ha avuto molti appoggi. La notizia ha viaggiato molto, e questo non può che farci piacere! Mostriamo che la nostra generazione ha ideali, e ha il coraggio di rinunciare a qualcosa pur di raggiungere un traguardo più alto, in questo caso, il bene comune.
Chi ritenete sia il politico più ecologista d’ Italia tra Di Pietro e Vendola? Forse un terzo? E chi?
R: Finora abbiamo pensato che la politica, con le sue scelte, possa e debba occuparsi anche di ambiente. Sia Di Pietro che Vendola, hanno portato avanti scelte intelligenti. Noi appoggiamo e pubblicizziamo non il politico ma le sue scelte (vedi referendum, vedi lo sviluppo delle rinnovabili in Puglia).
Chi ci crede davvero e chi fa finta di essere ambientalista per cavalcare la tigre? (tra i politici e i ruoli istituzionali)
R: Non vogliamo fare nomi, la nostra non è una protesta contro determinate figure politiche ma contro delle scelte sbagliate e illogiche sul nucleare. Chi è ambientalista si vede dalle scelte più ecologiche e sostenibili, chi vuole fingersi ciò che non è si smentirà da solo con dichiarazioni contraddittorie e fatti in disaccordo con le parole.
Che cosa dovrebbe fare secondo voi tra le priorità un vero, sano sincero, ecologista ministro dell’ambiente?
R: Dovrebbe fare il suo lavoro: prendere a cuore l’ambiente e cercare di difenderlo. Dovrebbe interessarsi alle varie situazioni ambientali del territorio che è sotto sua tutela, ascoltare quelle associazioni ambientaliste che, proprio per la loro struttura, hanno meglio presente le situazioni delle singole regioni. Tanto andrebbe anche fatto nel rapporto con l’economia: l’ambiente è una grande risorsa che non va prosciugata.
Non pensate che una donna sinceramente ambientalista non avrebbe mai pensato di riportare il nucleare in Italia?
Una donna che si reputa ambientalista e che pensa che il nucleare sia il futuro è conseguenza logica che a noi possa sembra contraddittoria. In quel caso ci sono due possibilità: o ignora i rischi e la salute per l’uomo e l’ambiente e allora dovrebbe informarsi, oppure è in mala fede
Un mondo affidato alle donne (non quelle della danza bunga) non sarebbe secondo voi più giusto, pulito e con obbiettivi al futuro dei figli?
R: Le donne hanno sicuramente caratteristiche ottime a livello organizzativo. Pensiamo che, se ci fossero più donne competenti in politica, sicuramente le scelte sarebbero più umane, soprattutto quelle ambientali. Siamo però per la meritocrazia: uomo o donna ognuno può dare il suo contributo per migliorare la politica e la res publica, governando con buon senso, intelligenza e moderazione.
10 giugno 2011, Wanda Montanelli


Spero che a qualcuno arrivi il mio messaggio: questo referendum è importantissimo per due motivi 1) è l’unico strumento di democrazia diretta del cittadino e sabotarlo è incostituzionale e 2)ritengo sia solo il primo passo ma molta strada si deve ancora fare. I cittadini hanno dimostrato di sapere organizzare azioni pacifiche ma efficaci per questo referendum….perchè non si è fatto lo stesso in passato per questioni come le leggi che hanno avvantaggiato precariato, sanità e istruzione privata, abusivismo e leggi ad personam? Non sono questioni meno gravi o che non toccano in prima persona il singolo cittadino. Una sola grande manifestaizone non serve a nulla. Molte azioni diffuse su tutto il terriotorio e diffuse nel tempo, senza abbassare la guardia possono funzionare. E’ forse questo il problema? CHe è possibile costringere i nostri politici a piegarsi alla democrazia?
io sono ottimista e la gente senza farne una lotta politica andrà al voto perché le decisiooni su questioni di primaria importanza come l’acqua e il pericolo radiazioni NON DEVONO ESSERE DECISE DA POCHI NOMINATI AL GOVERNO. La democrazia applicata in linea diretta è il refeendum, il quorum va raggiiunto e deve votare sia chi andrà a dire sì che chi andrà a dire no.
carla
Non abbassiamo la guardia! Barbara dice bene. Gli interessi sono tanto forti che ciò che non passa dalla porta cercano di farlo entrare dalla finestra. Mi auguro che la partecipazione sia come per l’altro referendum. Chissà se con 3/4 di votanti che andranno a scrivere “Sì portate via da noi sta maledetta energia atomica: ergo ABROGATELA!” gli passa la voglia di nucleare a sti vecchi senza futuro!
Lina
Non si tratta di effetti psicologici degli eventi di Fukushima, perché gli italiano sono antinuclearisti nel dna. Se solo si pensa ai danni ancora incidenti sulla chi ha abitato Chernobyl. Se solo si riflette su tanti morti e ammalati di malattie gravi. Se solo si riflette sui costi abnormi del nucleare; ma dei costi che pagano i contribuenti sembra non interessi gli opulenti esponenti della politica di governo, perché hanno avuto la faccia tosta di scorporare il referendum dalle elezioni amministrative e buttare via milioni di euro.
Come fanno a dire che il nucleare conviene?
L’impegno sulla sicurezza delle centrali è costosissimo. In caso di incidenti, non c’è costo di altre energie che si possa paragonare alle spese per tutti i morti , i ricoverati e risarciti.
Fukushima è un monito perché è accaduto a un popolo tecnologicamente avanzato come il Giappone, pensiamo un po’ cosa può succedere da noi, con tanti incapaci che fanno fuggire le menti eccelse all’estero, e sarebbero capaci di affidare l’incarico nucleare a qualche amico con pochi titoli e tanta volontà “di approfittarsi”.
Bisogna che ritorni il merito in Italia, poiché non abbiamo niente da invidiare (non a caso Rubbia è un nobel per la fisica) per affidarsi a chi ha i numeri e la qualifica per capire le scelte del nucleare, lasciando indietro i cialtroni che da questa svolta atomica vedono solo un affare, che purtroppo per loro, ma ben per noi, sfumerà
marta chiverri
cara vanda,per settembre vediamo di integrare tutto con un lavoro utile nel più grande,e drammatico spazio che si sta creando qui nel sociale e nel mondo tutto quindi.
ormai le “vibrazion” sono tal mente forti che se non le utilizziamo bene(e lo possiamo fare) saranno per la fine della umanità vittima ed olocausto
di una società incivile.
Giovanni
La minaccia atomica incombe sull’Italia perchè in Europa, e geograficamente vicinissima a noi in Francia, le centrali sono 59, ma io a differenza di chi asserisce che avendocele in Europa si deve farle amche in Italia, non sono per nulla d’accordo. Il mal comune mezzo gaudio non è il sistema per uscire dall’imbarazzo. Sono gli altri paesi europei che devono imitare il nostro buon senso, e non viceversa. Questa è la trada giusta, tanto è vero che Germania Svizzera ci stanno imitando. Il “made in Italy” primeggerà anche per il la democrazia e il rispetto dei diritti.Chi non è ambientalista non ha rispetto degli altri. In genere è un tipo di persona egoista che sa, in caso di inquinanento e contaminazione, di poter andare a vivere lontano dal problema.
Ester
Ho letto giovanni…perché che c’è a settembre?
Lory
si vabbè ester, ma dove scappano?
se il dio che li muove è il profitto c’è la probabilità che nell’isola felice trovano il compare che prega lo stesso dio e non gliene frega niente di contaminare l’aria che respirano e l’acqua che bevono. non c’è scampo se i profitti gli fanno annebbiare la vista..non c’è posto che si salva….. ndò vanno?
renato
Il referendum è strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione. Chi lo boicotta non ha ben chiaro che il referendum è uno degli ultimi strumenti di autentica democrazia.
Andare a votare è nonstro dovere!
Luigi
C’è chi spera che domani qualcuno non andrà a votare, ma un polo di governo secondo voi per sopravvivere deve sperare che il tempo sia bello, i cittadini vadano al mare e i vecchietti non escano di casa per l’artrosi. Non dovrebbero vicersa aspettare con interesse il verdetto degli italiani per dare prova di aver capito e correggere gli errori? La politica delle furberie è durata troppo a lungo. E’ arrivato il momento in cui “il popolo” si riprenda il diritto per decidere. La “sovranità popolare” è questo che significa. Chi sta in Parlamento o al Governo deve deve aprire occhi e orecchi per “ascoltare” chi comanda, e comanda chi dà il mandato, cioè il popolo, non chi il mandato riceve. Concetto semplice e chiaro che non entra in testa a chi fra della politica una prerogativa di arroganza e e ignoranza del diritto.
gianna nervini
“Dal 15 marzo è noto anche in Italia che Tepco, società che gestiva la sicurezza della centrale nucleare di Fukushima, falsificò per anni i controlli di sicurezza. La centrale nucleare giapponese era già a rischio dal 1985 ma l’agenzia nipponica ha preferito tacere. Sono queste le conseguenze della grande crisi da cui il Giappone è da tempo affetto, seguito a ruota dall’Italia come si evince dal grafico. E’ ostico al momento riuscire a pervenire dati certi e recenti sulla crisi che dilaga nel mondo, questo grafico è relativo al 2010 ma si sospetta ormai data la situazione internazionale, che la crisi sia peggiorata per tutti.”
info: libreidee.org/category/segnalazioni/
Secondo i sondaggisti cui la proiezione finale calcolata sulla base dell’affluenza delle 22, (Luigi Crespi, direttore dell’istituto demoscopico Crespi Ricerche),si è già sopra il 55% al netto del voto all’estero”.
Non cantiamo vittoria prima del tempo, ma le prospetive sono buone! C’è tempo per festeggiare.
silvia
Ho letto su un quotidiano cosidetto “laico” che il quorum si raggiungerebbe come reazione “del popolo” alla pubblicazione dei discorso tra Santanché e Briatore. Ancora questi pensano a un popolo bue che reagisce in massa ad uno stimolo di così bassa valenza. E’ ora di finirla di insultare i cittadini, perché pensare che la gente ritardi di andare al mare per “pruderie” è dare uno schiaffo all’intelligenza degli italiani.
La mobilitazione verso il voto è conseguenza di maturità e volontà di non farsi scippare beni primari come l’aria e l’acqua.
Annalisa Torriani
ma che cavolata! ma che quotidiano è? E’ una cosa ridicola.
cmq amiche aspettiamo a cantar vittoria, se tutto va bene facciamo festa alle 15. E sarebbe un miracolo, xkè tutti i poteri forti (industrie settore enregia, multinazionali interessate all’acqua etc.) vi sono contro. Quindi… appuntamento alle 15!
oopss, naturalmente intendevo scrivere “ci” sono contro!
Non è finita, votate, votate, votate!!!!
Gli aggiornamenti in tempo reale al sito:
http://attualita.tuttogratis.it/politica/referendum-2011-quorum-risultati-e-aggiornamenti-in-diretta/P93281/
A milano il quorum è più basso e i milanesi ce l’hanno fatta! Il 38,5 per cento alle ore 22 di ieri era già sufficiente in chiusura seggi perchè il trenta per cento è la percentuale minima necessaria. Sono 5 i referendum consultivi di Milano.
I cinque quesiti milanesi sono relativi a verde pubblico, Expo, risparmio energetico e navigli.
Milan l’è un gran Milan!
sandra
la gente è per strada a festeggiare in piazza Bocca della Verità, a Roma, dove i comitati contro il nucleare e per l’acqua bene comune hanno allestito un palco per la festa con musica e canzoni. Si trovano da acquistare le t-shirt dei comitati.
Annalisa
http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/11_giugno_13/referendum-roma-piazze-comitati-promotori-190857221493.shtml
Un mondo affidato alle donne (non quelle della danza bunga) non sarebbe secondo voi più giusto, pulito e con obbiettivi al futuro dei figli?
R: Le donne hanno sicuramente caratteristiche ottime a livello organizzativo. Pensiamo che, se ci fossero più donne competenti in politica, sicuramente le scelte sarebbero più umane, soprattutto quelle ambientali. Siamo però per la meritocrazia: uomo o donna ognuno può dare il suo contributo per migliorare la politica e la res publica, governando con buon senso, intelligenza e moderazione.
10 giugno 2011, Wanda Montanelli
NON PUò ESSERCI MERITOCRAZIA SE FIN DAI PRESUPPOSTI NON SUSSISTE UN NUMERO PARITARIO DI UOMINI E DONNE.
DIMOSTRARE TRE VOLTE DI ESSERE BRAVE COME UN UOMO CHE LO DIMOSTRA UNA SOLA VOLTA E’ DIVENTATO MASSACRANTE E NON PAGA.
IL PROSSIMO APPUNTAMENTO SARA’ CON IL FEMMINILE. QUESTO PAESE NON PUò ESSERE MALTA.
Sono tornate le bandiere dei fori sociali. Internet lega tutti e una immensa rete non da nessuna via di scampo da potere fine a se stesso. La democrazia ritrovata della corsa al voto per dire No, dicendo SI, sbaraglia l’arroganza di potere. Abbiamo nuovo mondo e una nuova vita davanti, chissà in quanti lo hanno capito che non sarà più come prima. Il vicolo non è più cieco, c’è una via d’uiscita. Lo hanno dimostrato in nord Africa in modo cruento, a partire dalla Libia, la Tunisia, L’egitto.
Noi in modo pacifico, però è la finestra aperta sul mondo e la piccola camera per riprese minimali ma efficaci che sminuisce gli investimenti in “massa media” e porta il messaggio delle giovani generazioni come un tam tam da un computer a un videofonino, dall’immagine con didascalia alla piazza delle folle. No, rassegnatevi padroni delle tv pubbliche e private, è questo il tempo della democrazia che corre sui social network.
Nicla Morelli
Secondo il politologo Giovanni Sartori il risultato dei referendum era scontato. I temi di grande impatto data la precarietà degli italiani sono trascinanti, soprattutto il nucleae che si è portato dietro tutti gli altri.
Prima del risultato mi sono chiesta come poteva essere così sicuro, mentre io facevo gli scongiuri. Chapeau per un vero esperto che oltre ad aver azzeccato la previsione ci ha spesso rasserenato con le diagnosi serene della politica di questo periodo. Un sospiro di sollievo è spontaneo e non oso pensare che precipizio si sarebbe aperto davanti in caso di quorum insufficiente. Abbiamo vinto, quasi ancora non ci credo.
Nicoletta
il video di guzzanti imperversa sulla rete. è ante referendum ma ancora più divertente perchè ormai abbiamo vinto!
miriam
http://www.youtube.com/watch?v=_CplZyZKUYU
Il neo sindaco manda gli asessori in giro mi bicicletta.Che ne pensate?
mario
http://www.fanpage.it/stop-alle-auto-blu-il-neo-sindaco-de-magistris-manda-gli-assessori-in-bici/