Nell’anno della pandemia 96 mila mamme con figli minori hanno perso il lavoro. Tra di loro, 4 su 5 hanno figli con meno di cinque anni: sono quelle mamme che a causa della necessità di seguire i bambini più piccoli, hanno dovuto rinunciare al lavoro o ne sono state espulse. Le nascite in Italia sono state 16mila in meno nel 2020 (-3,8% rispetto all’anno precedente).
La situazione si è aggravata con il Covid, ma già prima della pandemia vedeva molte donne lasciate fuori dal mercato del lavoro a causa dell’impossibilità di coniugare vita lavorativa e familiare e realizzazione personale.
Questi alcuni dei dati contenuti nell’ultimo rapporto “Le Equilibriste”. (Antonella Inverno)
“LE EQUILIBRISTE: LA MATERNITÀ IN ITALIA NEL 2021”

Tutte le volte che si manifestano problemi di natura sociale e di salute pubblica e privata il peso cade sulle donne. Equilibriste è l’esatta definizione di come dobbiamo barcamenarci per prestare attenzione alle esigenze di tutti, talvolta senza avere il tempo di guardarci allo specchio per darci una sistemata. E’ così. E l’anno trascorso è stato un disastro!
non esageriamo, anche noi uomini che abbiamo una coscienza ci diamo da fare. Io faccio il telelavoro e mia moglie invece fa la cassiera in un supermercato. Chi credete che si occupa di: lavoro, casa e bambini? Per fortuna dei tre figli una ha 10 anni e dà una mano, ma è difficlissimo, ma so che non tutti i colleghi uomini la pensano come me.
non metto in dubbio quello che dice mario, ma nello stesso tempo sono convinta che lui è un ago nel pagliaio, io di uomini che danno una mano ancora non ne conosco direttamente nemmeno mezzo, mai visti in vita mia.
Equilibriste lo siamo sempre state, in un modo o nell’altro. Mia madre era una schiava che con sei figli sgobbava dalla mattina alla sera, noi figli abbiamo voluto studiare e emanciparci, ma a che prezzo? Seguendo la carriera personalente ho rimandato più volte la pianificazione di un figlio, fino a quando non arrivano più, e non me la sento di intraprendere i’iter della fecondazione assistita. Ormai sono vicina alla rassegnazione, e mi farò bastare i nipotini, i figli di mia sorella, lei sì che ha fatto la stessa fine di mia madre, con lavoro part-time e tutti i ragazzini a casa da più di un anno. Equilibrista anche lei, per scelta e per destino!
Tutte le statistiche danno risultati sulla ALTA produttività femminile, ma quando c’è da sacrificare qualcuno si sacrificano le donne.
Anche l’attuale governo ha tralasciato di occuparsi delle donne, sarebbe il mio schieramento, ma solo deluso come padre. Ho due figlie a casa senza lavoro, entrambe diplomate e con tante attitudini. Diamo pure la colpa alla pandemia, ma lo sono da un paio d’anni.
le scelte di rinunciare alla maternità sono l’indice che una società è in crisi, da li parte tutto: la visione ottimistica del futuro, la fiducia negli investimenti, la gioia di vivere. Tale è la parte più preoccupante del report; un governo lungimirante a questo dovrebbe guardare, puntando sulla crescita felice, non la decrescita..