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“GIUDIZIO UNIVERSALE INVERTIAMO IL PROCESSO”. INIZIA OGGI 5 GIUGNO 2021 LA CAUSA PER IL CLIMA CONTRO LO STATO ITALIANO. GIA’ CONDANNATE FRANCIA E OLANDA DAI RISPETTIVI TRIBUNALI

Anche l’Italia fa causa allo stato italiano per inattività in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente e con la campagna “Giudizio universale, invertiamo il processo“.

Le precedenti condanne di Francia e Olanda fanno ben sperare. Il tribunale amministrativo di Parigi ha condannato la Francia stabilendo che lo Stato francese non ha intrapreso azioni sufficienti per combattere i cambiamenti climatici. Definita il ‘processo del secolo’ la causa promossa da quattro associazioni ambientaliste ha ottenuto una sentenza nella quale la corte ha stabilito che c’è un legame tra danno ecologico e carenze da parte dello Stato nel rispetto dei propri obiettivi, e  di conseguenza ha disposto che al posto del rimborso in denaro vadano effettuate le azioni per raggiungere la riduzione dei gas serra. Barbara Pompili, ministra per la Transizione ecologica francese ha preso atto della sentenza  dichiarando: “ Il governo resta pienamente impegnato a raccogliere la sfida climatica e a non lasciare nessuno da parte in questa transizione indispensabile”.

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IL REPORT ANNUALE SAVE THE CHILDREN SULLA SITUAZIONE DELLE DONNE E DELLE MAMME: “LE EQUILIBRISTE: LA MATERNITÀ IN ITALIA NEL 2021”

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KAMALA HARRIS DALLA PARTE DELLE DONNE

 

Kamala Harris dalla parte delle donne: “La democrazia dipende dalla loro emancipazione”

“Lo stato delle donne è lo stato della democrazia”: lo ha detto Kamala Harris. La vice presidente è intervenuta in occasione della 65ma Commissione sullo Stato delle donne, l’organismo delle Nazioni Unite impegnato in nome dell’uguaglianza di genere. Ha ribadito l’impegno suo e di  per impostare una democrazia più al femminile.

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KAMALA HARRIS PRIMA DONNA VICEPRESIDENTE E IL SUO DISCORSO ALLE BAMBINE SULLE PARI OPPORTUNITÀ

 

La convention democratica diventata “Kamala day”

per il carismatico intervento della prima donna vicepresidente degli Stati Uniti

 

Nel suo primo discorso la Harris, ex senatrice della California, ha rammentato le donne che l’anno preceduta che “si organizzarono, si mobilitarono, marciarono e lottarono, non solo per votare, ma per conquistare un posto al tavolo delle decisioni. Sono loro ad averci dato, a noi che siamo venute dopo, le opportunità di cui adesso godiamo. Queste donne ci hanno spinto a raccogliere la fiaccola e a combattere. Donne come Mary Church Terrell e Mary McCleod Bethune. Fannie Lou Hamer e Diane Nash. Constance Baker Motley e Shirley Chisholm. Non ci insegnano spesso le loro storie. Ma come americane, poggiamo tutte sulle loro spalle […]. Sono donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, native americane, che nel corso della storia di questo paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma sono la spina dorsale della nostra democrazia. Penso a tutte le donne che hanno lavorato per garantire il diritto di voto e che ora nel 2020 con una nuova generazione hanno votato e continuano a lottare per farsi ascoltare. Stasera voglio riflettere sulle loro battaglie, la loro determinazione, la loro capacità di vedere ciò che sarà a prescindere da quello che è stato. E questa è una testimonianza della personalità di Joe, che ha avuto il coraggio di buttare giù uno dei muri che continuavano a resistere nel nostro paese scegliendo una donna come vicepresidente”.

Le parole coinvolgenti di Kamala Harris, sono poi indirizzate alle bambine: “Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda vede che questo è un paese pieno di possibilità. Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, guidate con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi”.

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In Libro Veritas: l’intervista di Radio Cusano Campus per il libro inchiesta «Sono soltanto una bambina»

Wanda Montanelli

 (Storie di abusi e maltrattamenti nell’infanzia negata delle spose bambine)

(clicca sull’immagine)


INCHIESTA #MAIPIUSPOSEBAMBINE SUI MATRIMONI PRECOCI E FORZATI


 Roma – Le spose bambine cedute come un oggetto a persone di età adulta con un rito matrimoniale, o con un semplice scambio di denaro, subiscono un vero e proprio abuso, un atto di favoreggiamento della pedofilia. Ne sono responsabili le famiglie che costringono le figlie a un matrimonio forzato e gli uomini “acquirenti” di una bambina: moglie-schiava-oggetto sessuale.
Le storie narrate in questo libro sono vere, accadute in Africa, India, Yemen, Niger, Pakistan, Siria, Laos, Messico; in diversi luoghi dove, a causa della povertà, la guerra, la carestia, diventa consuetudine per i genitori cedere le bambine a pretendenti adulti in cambio di denaro.

Il fenomeno dei matrimoni precoci e forzati esiste anche in Europa, e da noi in Italia, dovuto a casi di arretratezza culturale, oppure a matrimoni di bambine immigrate portate dalle famiglie a
sposarsi nei paesi d’origine, con riti religiosi e accordi tra i contraenti spesso al di fuori delle leggi vigenti negli stessi paesi di provenienza.

Sono devastanti gli effetti psico-fisici per le bambine strappate all’infanzia e costrette a nozze forzate. L’impatto sulla salute fisica e mentale, basato sui dati raccolti dall’Unicef in collaborazione con l’organizzazione Girls Not Brides, è tale da includere affezioni gravi come l’HIV trasmesso dai mariti adulti, lesioni dovute al parto e alle gravidanze precoci, disturbi psichiatrici, fino all’alta incidenza di morte post-partum sia della madre che del nascituro.
Tutto questo va contro la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child) che vieta di nuocere alla salute dei minori e sancisce nell’art. 3 che ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata, abbia come considerazione preminente l’interesse superiore del bambino.

La finalità di denuncia sociale dell’iniziativa Mai più spose bambine #maipiùsposebambine non esclude la fiducia che le comuni azioni di contrasto al fenomeno dei matrimoni precoci portino ad un’evoluzione verso una presa di coscienza di tutti i soggetti interessati: la famiglia, la scuola, le istituzioni governative. 
Per contribuire attivamente alla soluzione del grave problema, l’autrice collabora da cinque anni, tramite l’Osservatorio Onerpo di cui è vicepresidente, con l’organizzazione Girls Not Brides, che, con una rilevante programmazione in partnership globale, ha progettato l’abolizione totale dei matrimoni forzati entro il 2030.

Nelle storie narrate di Malala, Aisha, Memory, Sonita, Perul, c’è la descrizione dolorosa dei torti subiti, dei pianti di disperazione di mogli bambine che ad un certo punto della loro vita si sono sentite in trappola. Eppure si avverte nella narrazione, tra le tinte fosche della paura e della sofferenza, un bagliore dato da una frase, uno sguardo, o una matita da usare di nascosto per ricordarsi come si scrive il proprio nome: un’idea riservata che ha aiutato alcune protagoniste a non arrendersi, a mantenere viva la speranza di cambiamento, e con coraggio e forza strenua le ha sostenute per uscire dall’inferno, lottare, e diffondere seminagioni di “vita diversa e libera”, per se stesse, e per le bambine del futuro.


SONO SOLTANTO UNA BAMBINA 
(Storie di abusi e maltrattamenti nell’infanzia negata delle spose bambine)
L’immagine di copertina è realizzata dal fotoreporter Antonio Romei

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Girls Not Brides   Mai più spose bambine   #maipiùsposebambine