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Cosa porta il cuore delle donne ad essere così cedevole da andare incontro alla morte?
Emiliana era giovane e bella, con una vita davanti e prospettive di felicità, nonostante il brutto ricordo delle coltellate inferte alla sua gola. Brutte cicatrici nel corpo e indelebili nell’anima.
Emiliana ha ceduto alle richieste pressanti del suo ex fidanzato per avere un “incontro chiarificatore”, e come per il copione scontato di un drammaturgo con poca fantasia è stata barbaramente uccisa. Questa volta con trenta pugnalate. Il suo assassino, Luigi Faccetti di 24 anni era agli arresti domiciliari, per il precedente tentato omicidio contro Emiliana, ed è riuscito, non si capisce come sia possibile, a far sì che la sua vittima lo raggiungesse da Villaricca fino a Latina dove lui viveva.
Emiliana è l’ennesima vittima di uomini che non accettano di essere lasciati. Presso la casa Internazionale delle donne di Roma c’è un’intera parete di immagini e storie di donne uccise così.
Il fenomeno è ripetuto come per un rito sacrificale. Le modalità sono sempre le stesse: un appuntamento in macchina, a casa, o per strada, allo scopo di chiarirsi. “Sarà l’ultimo incontro” dice lui, ed è sincero, caspita se lo è! Non mente. Sarà davvero l’ultimo perché cancellerà la sua ex innamorata dalla faccia della terra. Mai un uomo può essere più sincero di quando promette “non ti importunerò più dopo quest’ultima volta”. E mica si può importunare più chi sta dentro una bara!
“Parliamo per l’ultima volta”, dice lui. Lei dubita, ma come si fa dire di no? Lui implora al telefono, con biglietti, con sms. Lei ci crede. Esce di casa e va speditamente incontro alla sua morte annunciata
Sono tanti i motivi che permettono il ripetersi di questa trama apparentemente banale. Spesso i tentativi dell’ex innamorato di riallacciare il rapporto, secondo l’esperta forense Rosemary Purcell, generano nella donna “complesse e confuse emozioni”. La persistente forma di vittimizzazione dell’amante respinto “induce la persona che la subisce ad interrogarsi sui propri atteggiamenti, a ritenersi in qualche modo responsabile delle azioni del persecutore, soprattutto se si tratta di un ex partner, e questo tipo di interpretazioni è, a volte, avallato dai giudizi altrui”.
L’uomo assillante perché respinto, rientra molte volte nella categoria delle persone socialmente inadeguate, frutto di una cultura, diffusa attraverso stampa e tv, che oggettivizza il corpo delle donne. L’indottrinamento che deriva da tali agenzie culturali è la divulgazione di modelli persecutori che concepiscono l’intrusività indesiderata come un modello vincente per l’uomo.
La donna oggettivata, non più pensata come persona, è la cosa di cui l’uomo si sente proprietario, e sappiamo bene che una “cosa” non può decidere di andarsene, né può essere data ad altri senza il beneplacito di chi ne ha il possesso. Non si tratta quindi di amore, ma di egocentrismo esasperato; di senso del possesso che ignora del tutto i desideri, i sentimenti, le paure, i sogni, i progetti di vita di colei che il persecutore dichiara di amare.
Se andiamo a ricercare tra i concetti interiorizzati della donna, è esplicativo un testo basato sulla interpretazione di codici affettivi contrapposti maschio/femmina. “Carmen Adorata, Psicoanalisi della donna demoniaca (Milano, Longanesi, 1985),” è un lavoro di Franco Fornari che approfondisce in chiave psicoanalitica l’opera di Georges Bizet, Henry Meilhac, e Ludovic Halévy. In questo affascinante studio dei personaggi di Carmen e Josè troviamo “i codici fondamentali che travagliano l’anima femminile: essere donna ed essere madre”, con l’incessante sovrapporsi tra la donna divina e la donna demoniaca. Dualismo che porta la seducente sigaraia e divenire vittima sacrificale nell’esito finale del conflitto irrisolto.
José chiede: Tu ne m’aimes plus? Carmen risponde: Non, je ne t’aime plus! » e quando lei restituisce l’anello a Don Josè lui la uccide.
Sono significative le parole, estratte tra le altre: “Tu non mi ami più, che importa, dal momento che ti amo ancora, io… La catena che ci lega, ci legherà fino alla morte”.
Mi chiedo a questo punto che fine ha fatto José, o che altro è successo dopo che Otello ha ucciso Desdemona. Don José rivela davanti a tutti il suo delitto, Otello si toglie sua volta la vita. Esiste ancora in queste vicende la categoria morale dell’espiazione. Espiare per meditare sul male fatto, per pentirsi e dare il giusto valore alla vita che si è voluto spezzare. Più è alto tale valore più è profondo il pentimento, meno si ha voglia di uscire dal proprio stato di penitente addolorato.
Credo però che la contrizione sia un termine totalmente cancellato dalla forma mentis di chi oggi compie dei crimini. Del finto ravvedimento non se ne sente il bisogno. Si avverte come assente il legame tra pentimento ed espiazione, e si assiste invece, in chi commette reati, all’immediato ritorno alla vita allegra. Gran parte degli omicidi ritrovano subito le ragioni della loro squallida sopravvivenza, con la voglia di riprendere prontamente la vita di prima e magari andare a ballare in discoteca. Per questo oggi più nessuno confessa, e se pure inchiodati da prove e testimonianze negano e negano per vivere bene da subito un nuovo capitolo di vita superficiale, senza radici nell’anima e probabilmente ancora violenta.
Ricordiamo che in Italia, ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo che diceva di amarla. Non è amore quando si pensa “O mia, o di nessun altro”. Chi ama davvero, pur tormentato, desidera la felicità della persona con la quale ha condiviso un pezzo di esistenza e sa che un giorno potrà rivederla senza soffrire perché sarà cresciuto e cambiato.
Secondo una recente ricerca della Casa Internazionale delle Donne di Roma dal 2006 in poi si registra un aumento costante dei femminicidi. Nel 2010, fino a novembre, sono 116 le donne uccise e molte di loro sono state colpite da mariti, amanti, o fidanzati.
Alcuni di questi crimini rientrano nella fenomenologia dello stalking che, nonostante la buona nuova legge, è in aumento. Si può distinguere la tipologia del molestatore aggressivo, anche sconosciuto, o dell’amante abbandonato che non sa regolare se stesso in un nuovo percorso deprivato della donna oggettivata. Nel primo caso – secondo Vincenzo Mastronardi “Lo stalker molesta la vittima attraverso comunicazioni intrusive (telefonate, posta, minacce sms ecc…); attraverso il controllo diretto (controllo nei luoghi pubblici o privati come posto di lavoro o abitazione); attraverso il controllo indiretto (segue, spia, sorveglia, tiene sotto controllo il portone di casa, tiene sotto controllo il computer della vittima attraverso l’utilizzo di programmi e software specifici di gestione remota); attraverso minacce di violenza; violenza fisica; vandalizzazioni varie (es. bucare le gomme dell’auto); violazioni di domicilio; l’abnorme invio di fiori; messa in rete di immagini sessuali della vittima; invio alla vittima di e-mail pornografiche; furto di identità della vittima per invio di false comunicazioni a familiari, amici, colleghi o conoscenti di quest’ultima; (…) .”
La casistica dello stalker tipico è estesa, ma anche l’uomo abbandonato di cui abbiamo fiducia può giungere a colpire a morte la propria donna, agendo grazie ad una serie di approcci volutamente edulcorati. Quando vi dirà di non essere arrabbiata, di ricordare i bei giorni d’amore vissuti insieme; quando vi supplicherà di non distruggere il vostro grande amore, e ripeterà ti amo, non credetegli.
Senza rinfacciarglieli, perché anche il farlo sarebbe cadere nella stessa trappola, ricordate a voi stesse i momenti brutti, gli insulti, le frustrazioni, le percosse, le minacce. E’ questo che dovete ricordare per mettere una distanza incolmabile tra voi e lui. Evitando di rispedire indietro i regali, interagire, rimandargli le lettere, rispondere agli sms. Non fate nulla di tutto questo e rammentate che ogni donna in questi casi avverte dei sensi di colpa fortissimi. Nel bilancio del fallimento attribuisce a se stessa gli errori, l’inadeguatezza, l’essere causa di un dolore incommensurabile. Dovete sapere che è comune nelle donne che decidono di separarsi, una sorta di Sindrome di Stoccolma, ed è questa una delle causa dell’imprudenza fatale.
Quando vi chiederà piangendo “Vediamoci un’ultima volta”, e magari aggiungerà: “Questo me lo devi, per tutto quello che c’è stato tra noi. Ti chiedo solo un “ultimo incontro chiarificatore”. Rammentate che vi sta chiedendo il permesso di uccidervi.
Allora non andate all’appuntamento. Siate generose con voi stesse, e siate generose con lui. Impeditegli di diventare un assassino. Un giorno, a cuore e cervello snebbiato, vi sarà grato del vostro rifiuto.
25 novembre 2010. Wanda Montanelli
E’ violenza anche la mutilazione genitali delle bambine. In Italia non dovrebbe essere permesso e norme di legge dovrebbero comprendere tra i motivi di espulsione l’infibulazione.
silvia
Cara Wanda,
come donna sono vicina e solidale con tutte le amiche che credono nella Nostra emancipazione e nel rispetto dei nostri diritti, delle nostre dignità e opportunità…
penso che siamo ancora circondati da troppo maschilismo e loro si sentono i detentori del potere e di ogni potere…e questo anche personalmente lo vivo ogni giorno, a scuola e negli ambiti editoriali…molti uomini sono subdoli… e mi fermo qui.
laura
Nonostante siamo entrati nel terzo millennio la violenza contro la donna non accenna a diminuire e se assistiamo, ancora, allepalesi violazioni della dignità delle donne, nelle comunità immigrate, dettate, a volte, da pratiche tribali trasferite nei luoghi di immigrazione come la disumana pratica dell’infibulazione, tra le italiane di nascita, vuol dire che la situazione non è delle migliori”. Lo ha dichiarato la delegata regionale dell’Associazione Italiana Donne Medico dellaCalabria, dott.ssa Caterina Ermio, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne. L’infibulazione è un marchio, una ferita che accomuna 130 milioni di donne. Alcune figlie, per fortuna, non subiranno questa violenza inflitta alle madri, ma sono, comunque, circa 3 milioni nel mondo le bambine che rischiano ogni anno di essere sottoposte a mutilazioni dei genitali, una media di 8 mila al giorno. L’aggressività, la mutilazione, la rabbia sono sempre “affar nostro” perché offendono i diritti fondamentali di altre persone.
Palmina Capussi
Sito: unmondoditaliani.com
La Giunta Cota ha azzerato i fondi previsti dalla precedente amministrazione per sostenere le donne vittime di violenza.
Ciò la dice lunga su come la pensano. Ignorano il problema ritenendo immagino che anche la violenza contro le donne è un’invenzione della sinistra.
graziella
La Campania ha dedicato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a Teresa
Buonocore, uccisa nel novembre 2009 per aver denunciato gli abusi subiti dalla figlia. E stata apposta una targa in sua memoria a Napoli, sotto il cavalcavia di via Sponsilli, dove due mesi fa la donna è stata aggredita e uccisa.
Mario
29 Paesi dove si praticano le Mgf, 19 hanno ottenuto una legge nazionale di interdizione. In Italia ancora no e le bambine che rischiano di subire la mutilazione dei genitali sono circa mille. Si sta attendendo la risoluzione dell’Onu per mettere al bando la mgf. Aidos e Amnesty International hanno chiesto al ministro per le pari opportunità di far ottenere il diritto di asilo per le donne che hanno subito le mgf, ma l’asilo si dever garantire anche a chi rischia di subire la mgf.
Prevenire è meglio che provvedere.
Latifa
Luisa Betti
Violenza sulle donne, mattanza silenziosa
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, l’associazione D.i.re, Donne in rete contro la violenza che coordina 58 centri in tutta Italia, lancia un grido disperato per fermare la chiusura dei centri e delle case di accoglienza che ospitano donne devastate da abusi e violenze. Sono Carmen, Vichi, Mariolina, Eleonora, che sono arrivate ieri a Roma, alla Casa Internazionale delle donne di via della Lungara, per testimoniare cosa succede a Palermo, Cosenza, Udine, Latina, Viterbo, e per raccontare che non sanno più come e dove accogliere donne violentate, maltrattate, picchiate e abusate, perché non sanno come pagare bollette, affitti, assistenza, per chi è costretta a scappare. Sono avvocate, psicologhe, antropologhe, operatrici che lavorano con grande professionalità e con una forza motrice al posto del cuore…
CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA GIANCARLO LANDONIO
VIA STOPPANI,15 -21052 BUSTO ARSIZIO
Rashida Manjoo competente dell’Onu sulla violenza di genere ha riscontrato che in Italia ci vuole più attenzione alla protezione sociale delle donne che hanno subito violenza, più risorse economiche per sostenere i centri antiviolenza, e sul lato della prevenzione una maggiore tutela della salute femminile e più attenzione ai bisogni di istruzione delle donne. La scarsa rappresentatività delle donne nella politica italiana non aiuta il contrasto alla violenza poiché la differenza è nell’impostazione femminile delle tutele compiuta negli istituti preposti.
Lory
…Lei ha un handicap… è una donna troppo impegnativa!
Se per “sfortuna” si è gradevoli d’aspetto e magari anche preparate si può rischiare d’imbattersi in uomini detti di “spessore” che ti liquidano così contrariati dal pericolo che può risultare dall’avvenenza fisica sommata ad un cervello funzionante e magari una dignità fuori discussione.
Verrebbe la voglia di prenderli a calci nel sedere fino a quando il piede non si stanca.
Se per un uomo valido è durissimo intraprendere un percorso progettuale per una donna ha dell’impossibile.
Il quadro italiano è catastrofico.
L’aspide della sopraffazione ha morso spietatamente trasformando in rettili chiunque voglia tentare di arrivare.
Wanda è una donna valida che con la sua causa grida giustizia contro un andazzo di giacche e cravatte che consideranno gonne e tacchi come giri di giostra.
Il nostro impegno di monitoraggio e sensibilizzazione alla causa femminile occidentale è una strada infinita di dossi ravvicinati.
I fattori culturali che hanno incancrenito credenze e comportamenti sembrerebbero essere peggiorati con l’avvento dei tagli al diritto all’istruzione/cultura/futuro.
Senza lavoro le donne per prime stanno cedendo il passo ad una mistificata schiavitù ancor più subdola e degradante di quel che si possa immaginare.
Quando l’impegno sociale ha le gambe spezzate dalla politica non resta che attendere che la misura sia colma…con un colpo di reni non si fanno solo figli ma si può anche riattivare quell’orgoglio sopito che le rinascite pretendono.
Un abbraccio a tutti
Le donne dovunque sono esposte a violenza anche sotto forma di molestie ed abusi. Sul posto di lavoro sono ricattate. In molti paesi le giovani donne sono vittime di matrimoni coatti e sono costrette alla prostituzione forzata. La tratta delle donne non è mai debellata, le mutilazioni genitali non sono impedite nemmeno in Italia, e nella moderna Europa. Ancora le donne subiscono la fasciature dei piedi in Cina, le sfigurazioni al volto con l’acido, e le morti a causa della dote. Ancora le donne subisconolo stupro di guerra.
Donne volute perdenti perché se ne ha paura, perché gli uomini si sento inferiori a creature nobili e di un’intelligenza più elevata e raffinata.
Nanda
La condizione di opportunità quando c’è cambia il destino delle donne. Le straniere che nel loro paese subiscono molestie e abusi appena trovano un minimo di disponibilità dimostrano di saper fare anche imprenditoria. Non tutte le straniere sono qui per fare le badanti. 43.000 donne sono iscritte al registro delle imprese delle Camere di Commercio e svolgono l’attività in proprio in tutto il territorio nazionale. Il dato schizofrenico è che un numero importante di italiani ha in grande considerazione la genialità delle donne, e un numero altrettanto consistente le considera persone di serie b. Sono questi ultimi a portare verso il basso il livello di civiltà degli italiani.
Nicoletta
Il problema è di fiducia mal riposta, errore delle giovani inesperte. Le mamme devono dire e ripetere alle loro figlie di non fidarsi. Fidarsi di chi non lo merita porta a esiti nefasti, come negli ultimi due esempi di adolescenti purtroppo prese di mira. Pare certe volte impossibile dire di no, ma il compito “cattivo” del proibire di un genitore è indispensabile per aumentare il controllo e la visione a tutto campo su dove, quando e con chi possono andare i figli.
Lidia
Il narcisismo patologico di certi uomini è la premessa di esistenze femminili sventurate.
Claudia
Senza il lavoro la nostra terra è condannata alla schiavitù.
Il mediterraneo è un’area di credenze sottointese che conducono le donne all’inferiorità sociale e alla solitudine interiore.
NIENTE LAVORO
NIENTE INDPIPENDENZA
LAVORO
LAVORO e LAVORO
pOI PARLEREMO DEL RESTO
glo
Siamo in uno stato che non aiuta le donne benchè si sa che metà donne non lavorano. tradizionalmente maschilista il paese italia non ha politiche a favore della donna. sono gli uomini che comandano a tutti i livelli e si ha convenienza a mantenere le donne dipendenti dalle loro concessioni. la donna casalinga deve chiedere i soldi al marito o al padre per fare la spesa. si preferisce così e si oimpedisce la completa emancipazione femminile, che culturalmente progredisce, ma per il resto è in fondo alla scala sociale. L’italia non è un paese per donne!
miriam
Bell’articolo.
Complimenti Wanda!
Con simpatia.
Mike
Luisa Betti Violenza sulle donne, mattanza silenziosa In occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, l’associazione D.i.re, Donne in rete contro la violenza che coordina 58 centri in tutta Italia, lancia un grido disperato per fermare la chiusura dei centri e delle case di accoglienza che ospitano donne devastate da abusi e violenze. Sono Carmen, Vichi, Mariolina, Eleonora, che sono arrivate ieri a Roma, alla Casa Internazionale delle donne di via della Lungara, per testimoniare cosa succede a Palermo, Cosenza, Udine, Latina, Viterbo, e per raccontare che non sanno più come e dove accogliere donne violentate, maltrattate, picchiate e abusate, perché non sanno come pagare bollette, affitti, assistenza, per chi è costretta a scappare. Sono avvocate, psicologhe, antropologhe, operatrici che lavorano con grande professionalità e con una forza motrice al posto del cuore… CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA GIANCARLO LANDONIO VIA STOPPANI,15 -21052 BUSTO ARSIZIO