“A parla’ chiaro se va…”
Così diceva un mio amico. Vedo però che fino ad ora emerge solo lui, il grande Uto Ughi, tra i plausi “per inerzia” e il galleggiare di prodotti scadenti giunti al successo fluttuando nell’insipienza, la grossolanità, l’assenza completa di cultura musicale. Il grigiore creativo non può essere compensato da urla, abiti pseudo-trasgressivi, tantomeno può acquisire valore il “chiasso” benché ripetuto, sponsorizzato, spalmato dappertutto. Il chiasso resta chiasso, il testo becero rimane ai livelli bassi dei contenuti espressivi, e se pure si voglia esaminare il prodotto in senso antropologico, il prodotto così costruito risulta completamente falso, perché non basta vestirsi male per essere autenticamente trasgressivi, come non basta un anello al naso per fare un aborigeno.
???? https://bit.ly/3iOHvB0 ???? la Repubblica
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Quando si dice pane al pane ????
emmenomale che c’è un risveglio dal torpore e dalle canzoni schifezza!
“non basta un anello al naso per fare un aborigeno”, esatto! imitare va bene, ma questi sono la brutta copia dei cugini di campagna.
se non piace nessuno obbliga a battere le mani, ed a me non posso dire che mi piacciono, ma son quattro ragazzi che fanno casino, non mi disturbano, li tollero
piaccia o no è questo il trend, non so se ci siamo abituati come alle migliaia di cose che dapprima abbiamo in odio e poi entrano a far parte della nostra vita, ma un sussulto di ritorno alla realtà è un buon segnale.
bah! non mi accanirei, c’è di peggio.