È il nostro autolesionismo che ci ha portati fin qui. Quell’alienante autoflagellazione dell’Occidente che da anni coltiva sensi di colpa e ci porta a vivere divulgando una specie di cultura erbivora, senza considerare che siamo circondati da spietati carnivori.
“Se un attacco nel cuore dell’Europa ci ha colto impreparati, è perché eravamo impegnati nella nostra autodistruzione, scrive Federico Rampini nel suo ultimo libro ‘Suicidio occidentale’. Ma è ora di rinsavire e riconquistare l’orgoglio per le nostre qualità esistenziali, interrompendo la alienante autoflagellazione.
È ora di tornare alla concretezza, all’ammirazione per la n0stra cultura, sgombrando il campo da rivisitazioni della storia parziali, strumentali e alla continua ricerca di vittime; e quando è possibile, davanti a chi affermando scempiaggini suscita la nostra ilarità, permettiamoci pure di ridergli in faccia. Senza più dare spazio a teorie campate in aria, basate su vittimismi fuori tempo e fuori luogo; fuori contesto, specie se ignorano i principi per i quale sono possibili tali imbecillaggini, dette e propagandate grazie alla libertà che è la prima delle prerogative occidentali. Una tale grande, immensa libertà che permette a chiunque di architettare ricostruzioni distorte della vicende storiche, e denigrazioni dell’arte, della sapienza, dell’erudizione. Un principio di libertà così magnanimo da essere scritto non solo in vari paragrafi delle nostre costituzioni, ma talmente profondo da risultare inciso a caratteri cubitali nel cuore dell’umanità occidentale, incancellabile, irriducibile, inalienabile fino al punto di concedere ai denigratori – per dare loro diritto di parola e spazio espressivo – la progettata demolizione dei nostri elevati principi di convivenza civile ed umana.
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6 commenti
Tony
21 Aprile 2022 at 20:26
Da troppo tempo l’occidente si nutre di dubbi, ma lo specchio della nostra correttezza è che noi mai per nessun motivo avremmo potuto invadere un paese altro.
tiziana
22 Aprile 2022 at 11:47
quello che ci danneggia è credere che gli altri pensano come noi, essendo troppo ingenui di fronte ad un mondo aggressivo.
Franca
22 Aprile 2022 at 13:11
Vero Tiziana! Chi pecdora si fa il lupo se la mangia!
Mariapia
21 Aprile 2022 at 20:33
nessuno può dire dove si va a finire dando retta a queste istanze di pseudo tutela di tutto quello che non è occidentale. Mi auguro che sia una moda che passata qualche generazione sparisca.
sasano
22 Aprile 2022 at 10:17
In effetti… questa guerra ha riportato noi europei sulla terra. Vivevamo tra le nuvole, impegnati, come scrive Rampini, a cancellare Dante e Mozart per creare un mondo ideale che nella realtà non esiste, fatto di libertà che non esistono e di colpe che non abbiamo per un passato del quale non possiamo rispondere.
Perry
22 Aprile 2022 at 17:03
Per me è la familiarità con cui si scrive sui social, dove ognuno si sente, oltre che leone da tastiera, anche una simil premio nobel, per poter dire tutto e il contrario di tutto. Di conseguenza a che servono la cultura, l’arte, la scienza, se ognuno può reinventarsi come essere speciale, bastando due tatuaggi e una minima capacità di esprimere insulti che si misurano in base ai like di disadattati in cerca di visibilità. A che seve il talento se basta avere un tablet e un anello al naso per sentirsi “qualcuno”?