È il nostro autolesionismo che ci ha portati fin qui. Quell’alienante autoflagellazione dell’Occidente che da anni coltiva sensi di colpa e ci porta a vivere divulgando una specie di cultura erbivora, senza considerare che siamo circondati da spietati carnivori.
“Se un attacco nel cuore dell’Europa ci ha colto impreparati, è perché eravamo impegnati nella nostra autodistruzione, scrive Federico Rampini nel suo ultimo libro ‘Suicidio occidentale’. Ma è ora di rinsavire e riconquistare l’orgoglio per le nostre qualità esistenziali, interrompendo la alienante autoflagellazione.
È ora di tornare alla concretezza, all’ammirazione per la n0stra cultura, sgombrando il campo da rivisitazioni della storia parziali, strumentali e alla continua ricerca di vittime; e quando è possibile, davanti a chi affermando scempiaggini suscita la nostra ilarità, permettiamoci pure di ridergli in faccia. Senza più dare spazio a teorie campate in aria, basate su vittimismi fuori tempo e fuori luogo; fuori contesto, specie se ignorano i principi per i quale sono possibili tali imbecillaggini, dette e propagandate grazie alla libertà che è la prima delle prerogative occidentali. Una tale grande, immensa libertà che permette a chiunque di architettare ricostruzioni distorte della vicende storiche, e denigrazioni dell’arte, della sapienza, dell’erudizione. Un principio di libertà così magnanimo da essere scritto non solo in vari paragrafi delle nostre costituzioni, ma talmente profondo da risultare inciso a caratteri cubitali nel cuore dell’umanità occidentale, incancellabile, irriducibile, inalienabile fino al punto di concedere ai denigratori – per dare loro diritto di parola e spazio espressivo – la progettata demolizione dei nostri elevati principi di convivenza civile ed umana.
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Da troppo tempo l’occidente si nutre di dubbi, ma lo specchio della nostra correttezza è che noi mai per nessun motivo avremmo potuto invadere un paese altro.
quello che ci danneggia è credere che gli altri pensano come noi, essendo troppo ingenui di fronte ad un mondo aggressivo.
Vero Tiziana! Chi pecdora si fa il lupo se la mangia!
nessuno può dire dove si va a finire dando retta a queste istanze di pseudo tutela di tutto quello che non è occidentale. Mi auguro che sia una moda che passata qualche generazione sparisca.
In effetti… questa guerra ha riportato noi europei sulla terra. Vivevamo tra le nuvole, impegnati, come scrive Rampini, a cancellare Dante e Mozart per creare un mondo ideale che nella realtà non esiste, fatto di libertà che non esistono e di colpe che non abbiamo per un passato del quale non possiamo rispondere.
Per me è la familiarità con cui si scrive sui social, dove ognuno si sente, oltre che leone da tastiera, anche una simil premio nobel, per poter dire tutto e il contrario di tutto. Di conseguenza a che servono la cultura, l’arte, la scienza, se ognuno può reinventarsi come essere speciale, bastando due tatuaggi e una minima capacità di esprimere insulti che si misurano in base ai like di disadattati in cerca di visibilità. A che seve il talento se basta avere un tablet e un anello al naso per sentirsi “qualcuno”?