“L’uso massiccio del mezzo televisivo non ha effetti immediati sul pensiero ma produce nel lungo termine un effetto di “coltivazione” e provoca un cambiamento della percezione della realtà, facendo vivere lo spettatore in un mondo modellato su ciò che viene trasmesso nella televisione”
(George Gerbner 1919-2005 Annenberg School of Communications)
Nessuna novità rispetto alle esperienze passate di altri soggetti politici, se non la pervicace resistenza, dell’attuale Premier, nella trincea di lotta politica di un manipolo di uomini asserragliati contro l’esterno. Il mondo parallelo da confutare. Guerra di parole e guerra di immagini, interviste selezionate e messaggi autogestiti. E insieme alle notizie, si crea una nuova realtà mediatica ad usum delphini. Utilizzando un linguaggio “della gente”, un ragionamento tanto banale quanto efficace, di immediata presa emotiva. Da decenni l’effetto sperimentato sul pubblico risulta positivo considerando gli incoraggianti esiti, e si persevera nella scelta del linguaggio semplice in cui l’elettore si riflette. Il “passaggio dal paradigma della superiorità al paradigma del rispecchiamento”(1) è la formula testata da ripetere sempre e in ogni occasione, secondo Berlusconi, per stabilire un continuo rinnovo del patto fiduciario tra lui e i suoi elettori. Con un ricorso sistematico – come scrive Morcellini – ad uno stile appellativo che si rivolge alla “maggioranza degli italiani”, ai fruitori fedeli, “alla gente che non è stupida”. Con espressioni che stabilendo “quasi un’identità tra emittente e destinatario del messaggio, ottengono l’effetto di creare una circolarità comunicativa molto efficace”(2).
La stretta relazione tra ciò che vediamo in televisione e l’idea che ci facciamo della realtà è un apparato concettuale attraverso cui si può arrivare a indirizzare il pensiero dei “fruitori semplici di tv”. Laddove per semplici si intende persone che non hanno né voglia, né tempo, né talvolta la condizione culturale di confrontare le informazioni e metabolizzarle dopo un’attenta analisi critica. Conformarsi agli argomenti del messaggio tv è meno impegnativo, più semplice e adeguato ai riferimenti sociali abituali. La Teoria della coltivazione di George Gerbner assegna, infatti, alla tv la funzione di “agente di socializzazione”, oltre che “principale costruttore di immagini e rappresentazioni mentali della realtà sociale” (3).
Le scelte, anche politiche, quindi i consensi elettorali, poggiano sul rapporto di conoscenza e di fiducia cresciuto con l’esposizione mediatica di un soggetto. Un’operazione politica può partire da opzioni preliminari sulla base di categorie e successivamente offrire la proposta di un’ottima raffigurazione soggettiva della categoria emersa come favorita. Le fiction, i telefilm, gli episodi ripetitivi inducono a preferire alcune particolari professioni, ed è provato che i telespettatori sovrastimano chi lavora come medico, avvocato, detective, proprio in virtù della ripetizione di successi dimostrati dalla finzione televisiva.
Coltivare consensi equivale a modellare la realtà puntando sugli effetti cumulativi di permeazione nelle coscienze, per cui nel lungo tempo la televisione porta lo spettatore a vivere in un mondo che “somiglia” a quello mostrato dal teleschermo. Le principali agenzie educative come la scuola e la famiglia, o i punti di riferimento tradizionali come la religione, divengono secondari nella visione dell’esistente dei fruitori di tv che vivono in un “mondo televisivo” che non coincide con quello reale.
La tesi fondamentale della teoria di Gerbner è che “il mezzo televisivo fornisce allo spettatore, dall’infanzia all’età adulta, una visione del mondo comune e condivisa, operando in tal senso nella direzione di una unificazione della realtà”, una omogeneizzazione culturale.
Per questo si parla di coltivazione e di “mainstream of our culture”, “principale corrente culturale” derivata dalla realtà rappresentata.
L’uso politico dei mezzi di comunicazione di massa demandato agli esperti non si limita a sistemi di divulgazione elettorale ufficiali quali le tribune politiche. La comunicazione fatta in campagna elettorale, anche quando sfacciatamente costituisce prevaricazione sul diritto all’informazione equilibrata, è meno pericolosa delle soap-opera, le trasmissioni scanzonate, i talk-show. Come tutto ciò che perdura nel tempo e costruisce procedimenti mentali atti a incidere sul modo di pensare di ogni persona. In effetti gli spettatori di fiction, o di programmi di leggero intrattenimento, meglio che nelle tribune politiche “imparano” un mondo che è diverso da quello reale. I forti consumatori di televisione (almeno 4 ore al giorno) attuano uno “spostamento di realtà” e risultano influenzati dai contenuti televisivi nella loro percezione del mondo, “determinando uno scarto, empiricamente rilevabile tra ‘television answer’ e ‘reality choice’, che può quantificare gli effetti di coltivazione indotti dalla Tv “(4).
In termini semplici avviene che la rappresentazione del sociale presente nell’universo televisivo non è assorbita in maniera selettiva, non è scelta e scartata nelle parti meno rispondenti alla realtà, e gli stimoli o in messaggi in essa contenuti producono risposte sulla base di “quel” mondo rappresentato.
La coltivazione delle coscienze, quindi le azioni che le persone producono dopo anni di questo sottoporsi ad una particolare riproduzione della realtà, è ciò che maggiormente ci deve preoccupare.
Cosa può interporsi tra l’influenza dei media e il soggetto fruitore?
Secondo le due principali scuole di pensiero da una parte c’è la convinzione che i media sono onnipotenti e in grado quindi di manipolare facilmente il comportamento dei soggetti fruitori, e dall’altra l’opinione che esistono comunque delle variabili che filtrano potere dei media.
Secondo Wolf, e McQuail, (1992, 1994) gli effetti dei media sono in qualche modo “mediati” dalla fruizione “attiva” dell’ audience con una “influenza negoziata dei media” attraverso le relazioni interpersonali del contesto sociale di appartenenza (neolazarsfeldismo) (5).
Se viene trasferita in ambito sociale e politico per un preciso scopo, la manipolazione delle coscienze può essere solo il risultato di un’attività perdurante negli anni, per modificare la quale si dovrebbe operare per altrettanti anni avendo gli stessi mezzi a disposizione. Il lavoro sulle immagini, la valutazione sui meriti, gli stati d’animo, definiscono alcuni principi di base che costituiscono il patrimonio culturale, educativo, valoriale dei soggetti sovraesposti al messaggio tv. In conseguenza del quale moduli comportamentali si diffondono, azioni si compiono, scelte di vita in bene o in male vengono assunte.
E’ vero che quello che noi siamo germoglia – secondo Wolf e McQuail – da ciò che leggiamo, dalla stima dei vicini di casa, dall’affetto della famiglia o da circostanze casuali. Esiste però, oltre a tutto questo, il rapporto fitto con la tv e con i mezzi di comunicazione dai quali derivano convinzioni sulla realtà rappresentata. Ciò che una volta era il personale universo quotidiano, viene soppiantato da nuovi rapporti amicali, a senso unico verso modelli televisivi.
La credibilità dell’intrattenitore, la reiterazione del messaggio, l’apparente candore disinteressato di affermazioni a favore di una causa, sono potenti impulsi di indirizzo del consenso. Le quattro parole dette da Iva Zanicchi alla vigilia delle politiche nel 2001, durante un talk-show, riferendosi a Berlusconi candidato premier: “Lasciatelo provare poveruomo!” hanno reso più consensi di innumerevoli tribune o cartelli. Certo la risposta tangibile è venuta da soggetti “coltivati”, cresciuti secondo un esempio televisivo di riferimento, un paradigma di rispecchiamento. Sulla base di un modello che secondo la teoria della coltivazione “non riflette ciò che ogni individuo fruisce in televisione, ma ciò che ampie comunità assorbono durante lunghi periodi di tempo”.
Ci sono schiere di donne affezionatesi a Berlusconi da quando le telenovelas sono entrate nella loro vita. Gabriele Romagnoli scrive su di Diario, nel 2001, che direttore di un diffuso quotidiano, molti anni fa, prima della “discesa in campo”, andò a trovare Berlusconi nella sua villa di Arcore per chiedergli: “Cavaliere, ha mai pensato a candidarsi a sindaco di Milano?”. L’altro tacque e attraverso l’interfono disse: “Portatemi le lettere di oggi”. Un maggiordomo entrò con un sacco pieno di posta. “La media è diecimila al giorno – disse il Cavaliere – Sono tutte donne, mi scrivono per ringraziarmi, dicono che, da quando ho imposto le trasmissioni tv anche al mattino, ho cambiato la loro vita. Capisce? Io cambio la vita delle persone e lei pensa che dovrei candidarmi per Milano?”(6).
Era tanto tempo fa, la coltivazione era solo agli inizi. Ma tecniche sempre più marcate sono state messe in atto in circa vent’anni per migliorare il terreno di crescita nella possibilità di manipolazione delle coscienze.
Puntare per esempio sulla paura di un ipotetico nemico è uno dei cardini della teoria della coltivazione. Ripetere che pericolosi avversari sono in agguato per farci del male, paga. Per esempio i comunisti. Quelli di ieri e quelli di oggi, che – ancora peggiori nella ingannevole patina di uomini di mondo – tramano progetti eversivi, pur passeggiando nel borgo innevato di Saint Moritz, mistificati sotto sconvenienti sciarpe di cachemire.
La paura dello straniero, l’extracomunitario, il violento che viene da lontano, è stato oggetto di campagna elettorale del Pdl con annessa Lega, che ha dato risultati anche oltre ogni previsione. Scrive Gerardina Roberti: “Nel caso della violenza si verifica un differenziale di coltivazione: il soggetto fortemente esposto svilupperà la convinzione che nella realtà si sperimenti un elevato livello di violenza e che egli abbia consistenti probabilità di rimanerne vittima”(7).
Leva importantissima, inoltre, della ripulsa nei confronti di una non meglio identificata “sinistra” è l’affabilità contrapposta allo snobismo, il linguaggio amicale contro il detestabile e altezzoso modo enunciativo dell’intellighenzia comunista. Il soggetto livellatore del gap invece parla come mangia, scherza, sfotte, ride, è il primo a dare la mano e a sorridere, sembra buono, sembra generoso, sembra vicino e tangibile.
L’enorme potere di costruzione della realtà da parte dei media può “sostituire alla verità una realtà mediata dalla propria visione distorta e semplificata. E’ in tal senso che i media, e in particolare la Tv, coltivano – secondo Gerbner – rappresentazioni del mondo stereotipate, appiattite. L’individuo sarebbe così coltivato dalla televisione e tenderebbe ad assumere schemi di atteggiamento/comportamento dettati da essa. Ne consegue che l’individuo non soddisfa affatto il proprio bisogno originario (di interpretazione del reale), ma un bisogno di affabulazione (di sostituzione del reale con il verosimile)”. Un “effetto cumulativo di dipendenza”, che Geraldina Roberti, ritiene parta dalla riflessione sui media come agenti di socializzazione e, confidando sul fattore tempo, determini l’effetto condizionante.
La realtà oggettiva, senza possibili alterazioni, con la evidenziazione della propria intrinseca verità “viene indicata come il bias, ossia il trattamento equilibrato o meno dei differenti fronti di opinione su un argomento specifico” (8).
“Richard S. Salant, presidente della CBS News, disse in proposito: “I nostri giornalisti non fanno le notizie dal loro punto di vista: Le fanno da nessun punto di vista”(9). Tuttavia l’analisi di come il concetto di obiettività varia in relazione ai telegiornali ed alla natura soggettiva delle notizie, porta a considerare che il sommarsi di più versioni di uno stesso accadimento è uno strumento per soggettivarne la comprensione con il minor danno da condizionamento unilaterale.
Gianni Statera ritiene in proposito che “se si può definire operativamente il concetto di ‘imparzialità’ è difficile pretendere di fare lo stesso con un concetto propriamente filosofico come quello di ‘obiettività’. Non solo, infatti, i dati, gli eventi, gli ‘oggetti’ non parlano da sé, ma anzi di regola acquistano senso solo se inseriti in un quadro di riferimento cognitivo a caratterizzare il quale intervengono weltanschauungen dominanti, influenze socioculturali, ambientali, connesse alla subcultura prevalente nell’istituzione in cui si opera”(10).
Torniamo in conseguenza alla circolarità comunicativa, “alla strategia che stabilisce quasi un’identità tra emittente e destinatario del messaggio, che è – secondo Mario Morcellini – uno degli espedienti con cui Berlusconi è riuscito ad agganciare istanze proprie di quella parte dell’elettorato di cui è il naturale esponente – la media e piccola imprenditoria – alle istanze generali della nazione”(11).
Il linguaggio di Berlusconi riesce a costituire “il segno di una volontà tranquillizzante” che non comporta “alcuno sforzo di decodificazione da parte del ricettore del messaggio (…). ‘L’io credo’, l’anafora ossessiva di contenuto fideistico con cui Berlusconi inizia quasi ogni enunciato dei suoi discorsi è uno degli elementi rivelatori di una geografia linguistica che si articola su scelte lessicali ed espressive molto omogenee e ripetitive, che definiscono un microcosmo comunicativo enfatico e apodittico, nell’ambito del quale si organizza un sistema di valori espressi secondo un sistema ben preciso” (12).
Le strategie di marketing politico di Berlusconi sono concordate con gli esperti pubblicitari e comunicatori di cui si avvale da sempre. Lui stesso dichiara che la tecnica di promozione è la medesima sia per lanciare un libro che una forza politica.
L’intercettare i bisogni degli italiani implica anche una ulteriore possibilità, quella cioè, di ricorrere alle profezie che i ricercatori della scuola di Palo Alto in California ritengono più che utilizzata in politica. La profezia dell’evento, cioè, che provoca la sua realizzazione. Il “Self fulfilling prophecies” coniato da Robert K.Merton, (13) è commentato, nell’ipotesi di causa-effetto da annuncio, in un’intervista su “Repubblica” del senatore Norberto Bobbio per esprimere, già anni fa, una seria preoccupazione riguardo alla situazione politica italiana: ”Lo stesso emettere delle profezie provoca – o così si spera – la realizzazione delle profezie stesse. Di fatto – dice Bobbio – gli strumenti di comunicazione possono favorire questo prodigio: dando per certo che qualcosa accadrà si aiuta un po’ a farla accadere” (14).
L’adeguamento al desiderio profetizzato, la conferma dell’esistente contro la paura del diverso, il senso di inadeguatezza, il timore del peggio, conduce ad apprezzare l’universo virtuale che tranquillizza e pertanto va difeso a spada tratta. Non si fa altro in fondo che accogliere una eloquenza consolatoria facile e riconoscibile per proteggersi da un mondo che è visto come altro da sé. Considerato comunque ostile, anche se fosse l’unico reale.
Wanda Montanelli, 25 gennaio 2011
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(1) Giuseppe Antonelli, Sull’italiano dei politici nella Seconda Repubblica (in L’italiano oltre frontiera, atti del V Convegno Internazionale [Lovanio, 22-25 aprile 1998], a cura di Serge Vanvolsem et alii, Leuven University Press – Cesati, Lovanio-Firenze, 2000);
(2) Mario Morcellini, “Elezioni di tv”, pag. 177, Costa & Nolan 1995;
(3) George Gerbner 1919-2005 Annenberg School of Communications)
(4) Geraldina Roberti, docente Univ. Di Siena, Ritorno ai Powerfun media, Gli effetti a lungo termine, 2004-2005
(5) Mauro Wolf, Gli effetti sociali dei media, Milano, Bompiani, 1992
(6) Gabriele Romagnoli A qualcuno piace Silvio, , Diario pag. 26, 30 marzo 2001, editoriale Diario S.r.l., Milano
(7) Geraldina Roberti, docente Univ. Di Siena, Ritorno ai Powerfun media, Gli effetti a lungo termine, 2004-2005
(8) David L. Altheide, “Creare la realtà”, pag 18, Eri 1985
(9) ibidem
(10) Gianni Statera, Introduzione a David L. Altheide, “Creare la realtà”, pag. 7, Eri 1985;
(11) Mario Morcellini, “Elezioni di tv”, Costa & Nolan pag. 178, 1995;
(12) Ivi, pag . 179;
(13) Robert K.Merton, Teoria e struttura sociale, il Mulino, Bologna 1959
(14) Mario Morcellini, Cit, pag 184;
[…] al target femminile casalingo. E’ stata forse la prima divulgazione mirata ad ampio raggio. Erano i primordi della Coltivazione. Il Guru iniziava a considerare il popolo entità duttile e manipolabile attraverso la forgia […]
Se le donne non hanno più voce per protestare è riuscito l’intento di zittirle, e pure la volontà di mettere le une contro le altre ha il sapore di misoginia truccata da comprensione. Non si deve cadere in queste trappole.
C’è un bel pezzo di Maria Laura Rodotà, è una lettera aperta alle donne dello scorso anno: “Io non sono pessimista, perché ricordo il vecchio femminismo. Si era in poche, e bisognava convincere la stragrande maggioranza delle donne, quelle che erano chiuse in casa e dicevano “ma io non sono discriminata”. Ed è successo, e molto è cambiato. Certo, ci vuole molto tempo..”
Lory
mi sembra un’analisi approfondita e pertinente
politicamente però chi ci dice che gli altri leader siano migliori?
dopotutto non abbiamo la controprova!
di berlusconi e del berlusconismo sappiamo tutto perche’ magistratura e stampa ce l’hanno analizzato ai raggi x negli ultimi 20 anni, mentre minore “attenzione” è stata dedicata agli altri politici.
Piacevole l’articolo, geniale l’inversione di sillabe, ma non è solo così, nel mio mondo (il Welfare) come responsabile di ass. di volontariato con molte attività, vedo molti caimani travestiti da enti istituzionali, l’agnub del momento uomo privo di qualsivoglia dignità, ovviamente resiste, non ha dignità, non è in grado di “sentire” ma la rassegnazione della gente, vero problema dell’incapacità a ribellarsi sia a lui che ad altri, ci rende veramente schiavi al di là dell’indottrinamento televisivo. Altri avevano impastato la farina prima che lui infornasse il pane. Eleonora
La ricerca dei Cultural Indicators comincia verso la fine degli anni 60′ in seguito gli assassini di Martin Luther King e Kennedy. Allo scopo di individuare i presegnali di violenza e la possibilità di prevenzione, una Commissione apposita (National Commission on the causes and prevention of violence) iniziò delle ricerche sulla violenza in televisione che riguardava i ruoli sessuali, la scienza, la famiglia, gli stereotipi generazionali. Da cui deriva lo studio sullo spettatore passivo che incamera il messaggio privo di filtri e l’approccio allo spettatore attivo che può avvalersi di risorse interpretative basate sulla sommatoria delle conoscenze sociali, fattori culturali, riscontri con altre fonti.
L’assillo delle famiglie dev’essere la ricerca di filtri che da tutori verso i minori per primi dovranno costituire, per predisporre le alternative sociali, letture, incontri: per informare ed informarsi ad ampio raggio. L’appiattimento mentale unidirezionale si impedisce con vivacità, curiosità intellettuale aperta a tutte le informazioni.
Annalisa Torriani
“Siamo orgogliose di quello che abbiamo fatto, ancora di più per quello che faremo”
Lo slogan esprime la concretezza e l’efficacia che caratterizzano lo stile delle donne che lavorano.
Un esempio di vita associativa femminile, L’ AIDDA che presenta il cinquantenario di vita associativa.
nicla
Obama, presidente degli Stati Uniti, ha fatto un gran discorso, in pratica contro ogni teoria di coltivazione che Wanda così dettagliatamente ha descritto in questo blog. “Bisogna cambiare rotta e puntare sull’innovazione e la ricerca: ma per fare questo bisogna smetterla di celebrare solo i campioni del Super Bowl, di pensare che il successo nella vita sia solo l’essere famosi. Bisogna spegnere più spesso la televisione, studiare e lavorare duro ed essere i primi nelle scienze, nelle nuove tecnologie e nei lavori intellettuali”. Barack Obama parla come vorremmo sentir parlare gli esponenti di governo in Italia, invece di ammorbarci con faccende di squillo d’alto bordo.
Enrica
la grandissima colpa della sinistra,tranne poche eccezioni, è stata quella di accettare che il proprietario di 3 TV nazionali si candidasse in spregio a una legge del 1957 che lo impediva chiaramente.
In questo modo abbiamo avallato supinamente un conflitto di interessi sfacciato e unico al mondo per gravità.
Wanda, la tua analisi è molto interessante, ma la domanda è: come ne usciamo? la TV italiana è totalizzante e forgia e forma individui incapaci di valutazione critica, le donne ne vengono fortemente penalizzate, ma la cosa triste è che neanche se ne rendono conto.
Bisognerebbe aprire gli occhi al pubblico televisivo, alle donne, renderle più critiche e meno passive consumatrici e fruitrici di una realtà costruita ad arte, lontana dalla vita vera.
C’è molto da fare, donne, molto molto da fare…
http://www.silviaterribili.org
Il discorso di eccellente livello del presidente Obama è diretto a rafforzare l’impegno, superare lo status quo, poiché per ogni generazione c’e’ voluto il sacrificio, la lotta per ottenere risultati di crescita. “Il momento Sputnik è arrivato anche per le nostre generazioni”, ha detto e ricordato: “Non avevamo la piu’ pallida idea che li avremmo battuti sulla luna. Le conoscenze scientifiche non c’erano e la Nasa neppure esisteva, Ma dopo aver investito in ricerca e istruzione non solo abbiamo superato i sovietici ma abbiamo lanciato un’onda di innovazione che ha creato nuove industrie e milioni di nuovi posti di lavoro”.
Il futuro non è un regalo, ma una conquista. Conquista di cui andare orgogliosi dopo averla ottenuta. Queste le parole apprezzate anche in Europa.
Se paragoniamo ai messaggi che sono diretti ai cittadini italiani, su festicciole, escort più o meno minorenni, problemi di equilibrio su un voto in più per mantenere lo stallo ed evitare di andare tutti a casa, c’è da deprimersi perché di vergognarsi non se ne parla. Facce di bronzo, per non dire peggio.
Maria Ponchiello
Non sono filoamericano, direi decisamente critico per le guerre preventive, la cultura esportata, ecc. ma devo accettare che il confronto di Obama con i nostri (fatto salvo Napolitano) è di una distanza abissale.
Tommaso
Andate a leggere Psicologia di massa del fascismo, 1933, W. Reich.
il target femminile casalingo è un bacino di voti e tale resta. Le donne nell’esperienza del Piemonte non meritano di essere tutelate contro la violenza, infatti la giunta Cota ha azzerato i fondi che prima erano stati stanziati. in compenso però parentopoli imperversa e allora la volontà di recuperare privilegi per le donne di famiglia, e mariti, mogli, e cognati, rimette evidentemente le coscienze a posto.
graziella
Questa è spassosa, te la imbuco perchè troppo forte. Ciao. michela
“La neolingua del regimetto di Arcore –
Se ogni regime ha la sua neolingua e i suoi poeti, il regimetto di Arcore s’accontenta della prosa di queste povere disgraziate, diseducate alla barbarie dei punti esclamativi non solo nell’intimo per vecchi – “autoreggenti con niente sotto!” – ma pure in quello linguistico. Tesorino! Un bacetto! Troia! Sto da dio! Zoccola! Quanto ti ha dato, diecimila?! Se vuole andiamo a fargli vedere uno stacchetto! Dio mio che schifo!
Ma poi le sgallettate – pensa un po’ quanto sono furbi i burattinai – rovesciano in un attimino l’intero vocabolario dei loro racconti, riaccendono le luci nella tavernetta di Arcore, lo stacchetto diventa “una serata elegante”, come si faceva da ragazzi, quando in casa rientravano i genitori ed era un fuggi fuggi dalle camere, oh santo cielo!
Così le buste di contante diventano “un aiutino”.
La lap dance si trasforma in karaoke. Nicole Minetti diventa una “autentica madrelingua inglese”. Non ci sono più tette, culi e tanga, in circolazione, ma solo l’anziano Carlo Rossella, in sahariana e foulard, che sorseggia vodka e offre alle ragazze l’integrale di Baarìa, 4 ore di tramonti & agrumi, che in Italia non ha visto nessuno, ma a Arcore tutti, come la Potemkin.
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2011”
Il Presidente degli Stati uniti d’America ha dato un messaggio da guida morale per i cittadini: guida sugli insegnamenti e l’educazione da dare a figli, evitando l’abbandono davanti alla televisione che emette violenza, turpiloquio, e esempi di edonismo, superficialità. Monito contro i costumi del “tutto subito” e sprone a faticarsi la vita con coraggio e dignità.
L’uomo che lavora e si guadagna il pane, non è astioso verso il prossimo. Si diviene astiosi quando non ci si accontenta e si osserva con invidia chi ha di più. Purtroppo c’è sempre qualcuno che ha di più e il motivo per provare rancore non ha mai fine secondo la logica della rivaltà tra uomini.
Imparare a osservare chi ha meno, chi soffre, e tendere la mano ai fratelli bisognosi, riempi l’uomo di serenità e gioia.
Niccodemo
la dittatura di Fulgenzio Battista di Cuba ante-Fidel ha somiglianze preoccupanti con questa specie di circo Barnum: donnine allegre, sprechi, popolo che si muore di fame….
E poi dicono che uno si butta a sinistra!
mario
L’approfondimento antropologico del testo rimanda all’Umberto Eco di “Apocalittici e integrati” del 1964 sul feticismo consumistico promosso per operazioni mercantili e usato “come testa di turco per polemiche improduttive”. Apocalittuci sono i retorici dell’anticonsumismo, gli integrati sono apologeti del consumo convinti che la cultura di massa dei media ha prodotto la nascita di un nuovo linguaggio di comunicazione immediata di un’ipertesto privo di schemi rigidi che come il pensiero salta da concetto ad un altro . Gli apocalittici contrari all'”homo videns” cioé ai futuri umanoidi semi-inebetiti dalle immagini e dal corto ragionamento per imput.
E’ chiaro che questo tipo di umanità recettiva agli stimoli soprattutto visivi e da slogan è gradita e coltivata dal potere.
Valery
Molto interessante, sull’argomento vedasi anche:
http://www.bellunopress.it/terza-pagina/
Mi permetto di riscrivere.
Mi colpisce molto l’incapacità di autoanalisi che dimostrano i “politici di tutte le direzioni e, faccio un esempio.
Oggi sul locale MessaggeroVeneto appare un articolo che celebra le donne che ieri sono andate in piazza a rumoreggiare contro l’immoralità del potere. Le presentano come autoconvocate, non appartenenti ai partiti, poi leggi il primo nome e, cade l’asino. Gloriando l’accadimento il giornale parla di 400 convenute, ma le foto non ne dimostrano più di trenta e, peraltro Rai Tre che non è certo berlusconiana nel telegiornale parla di 100 partecipanti. Peraltro ho molto da dire del lavoro di alcune di queste a favore delle donne, o meglio, bisognerebbe chiedersi di quali donne, sono donne anche loro. Ora, quando si capirà che la differenza non è più destra o sinistra ma lo spartiacque può essere formato solo da chierezza, etica e moralità? Lo “sputtanamento” dell’altro è cosa che tutti i noti del potere hanno conosciuto, si gurdi le dicerie che propagate nei secoli dai stessi libri di storia, ci hanno rimandato della povera Cleopatra, dipingendoci un personaggio che nulla ha a che fare con il reale, ma quando usciremo dal:”fai quello che ti dico e non quello che faccio?” La banda agnub è da cancellare, ma per sostituirla con chi? Noi in questi anni abbiamo seguito oltre 3000 donne, rispettandole non le abbiamo mai utilizzate per dirigere i voti, ma sinceramente ci sorge il dubbio di avere il dovere civile di comunicare loro quanto sappiamo (per prova provata)dei personaggi che si proporranno sia qui, sia a Roma, ma chi resterà loro da votare? Quando, e mi ripeto, si capirà che la gente deve potere avere fiducia e non trovarsi così pletealmente buggerata? Ora i politici si stanno avviando verso la fine dei giochi, tra poco non avranno neppure più i soldini per crearsi la base elettorale, perchè non potranno “regalare” favoritismi a nessuno mancando veramente i soldi, come faranno essendo tutti interscambiabili, ad emergere. Non credo che ciserva un “padreterno) che risolva conuna bacchetta magica tutti i nostri problemi, ma credo che si debba cominciare a raccontarsi la verità. La storia della rana che finì cotta senza accorgersene è indubbiamente vera, ma quante sono le rane e quanti i depressi portati al qualunquismo? E questi chi li deve recuperare in modo corretto? Eleonora
L’establshment da escort senza rispetto per la dignità delle donne, per dirla come Nichi Vendola, è arrivato alla frutta. Eleonora espone il dubbio: con chi sostituire la banda Agnub?, La sua la domanda è preminente in chi volendo voltare pagina non trova l’alternativa valida. Il tempo delle donne si avvicina ma non è ancora culturalmente maturo. Non perché le donne non siano in grado di reggere le redini del comando, ma per pochissimi mezzi a disposizione. Una donna con qualche tv a disposizione può iniziare un nuovo corso. L’autonomia e la disponibilità di una consistente gestione economica sono però punti fondamentali per la svolta.
Nicla Morelli
Il presidente Napolitano ha respinto il decreto sul federalismo con un: “Non ci sono le condizioni per emanare il decreto”. Dopo che la commissione bicamerale con un pareggio aveva bocciato il testo, di fretta e furia si era fatto il decreto.
Il federalismo porterà così come è adesso soltanto cospicui aumenti di tasse: addizionale irpef, tasse di turismo e di scopo, l’imu al 7,6 per mille, e così avanti.
Ha fatto bene il presidente a respingerlo anche se per una motivazione procedurale.
sandra
vedo le interviste a donne anziane che prendono le difese di berlusconi non direi che sono dovute a un risultato di coltivazione ma a vero e proprio plagio. quelle stesse donne se il loro marito guardasse un’altra lo caccerebbero di casa, e a berlusca perdonano tutto. lo credono una specie di divinità intoccabile. fanno tenerezza ma anche rabbia. lo sanno o no che è il primo ministro e non un personaggio nato dalla fantasia di uno sceneggiatore burlone?
grazia
Umberto Eco se la prende a male perché quando si reca all’Estero gli dicono che noi italiani siamo avvezzi a tutto, e i suoi colleghi del mondo della cultura non si spiegano come mai non ci indignamo.
Saviano dice invece che in Italia c’è una parte molto rabbiosa e una parte che vorrebbe semplicemente cambiare pagina. Però i quattro intervistati da Emilio Fede dovrebbero rappresentare televisivamente il parere degli italiani. Forse non rappresentano che se stessi e chi li intervista, ma purtroppo in molti non lo sanno.
mario
notate come il tg1 sorvola su Eco, su Bersani, di cui registra quattro parole incomplete, e invece va alla grande su Berlusconi.
Buona notizia: il tg di La7 con Mentana ha il9% di share. Ergo: gli italiani non sono scemi!
silvia
Ai tempi delle brigate rosse, si leggeva almeno il Corriere che ra di destra, l’Unità che era di sinstra ed un giornale locale, così si capiva cosa stava accadendo. Ora che non ho molto tempo per leggere i giuornali, trovo un pochino “illuminante” gurdare salle 13,00 il tg2 e alle 13,30 La Sette, altrettanto alla sera, alle 19,00 il tg3 alle 20 La Sette. Stando seduti in poltrona si può farsi abbastanza un’idea e, credo, che come mè tanti. Eleonora
Nonostante sulla carta la parità tra i due sessi sia da tempo garantita, molti uomini cosiderano le donne come animali da compagnia o personale di servizio. I più fragili e privi di autocontrollo si ostinano ad ammazzare, violentare, picchiare e compiere gli altri atti che li rendono il sesso debole. Genetisti e biologi non sanno spiegare questo mistero evolutivo.
Azzerare questo manegement compromesso e incapace….anzi no capacissimo di rubare in maniera aggressiva e far ricadere sulle spalle dei cittadini le loro truffe.
Vedi Colaninno (Globo.com – acquisto brasiliano meraviglioso con solo 65 giorni di vita per 865 miliardi di dollari che noi stiamo pagando- operazione perfettamente riuscita…poi guarda caso si compra fetta CAI/Alitalia….ma questi i soldi li raccolgono nei prati?????
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http://www.parimerito.com
Come sapete i poteri forti si sono mossi per bloccare l’iter parlamentare della Proposta di legge bipartisan per la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati con l’introduzione di quote nei Cda.
Con sedicenti e subdoli pretesti alcuni gruppi di interesse vogliono annacquare il testo, adducendo il motivo che ci vogliono 10 anni per introdurre nei Cda il 30% delle donne (10 anni?!! Incredibile ma vero: pensano che non vi siano sufficienti donne meritevoli per riempire quei posti ora; che strano Paese il nostro: tante brave laureate e poi il nulla..) e che la pena in caso di mancata osservanza delle quote sia troppo severa (magari è stata studiata apposta perché fosse un incentivo ad applicarle e non fare, come al solito, leggi che rimangono sulla carta?..).
Carissime e Carissimi,
le promozioni di una causa sembrerebbo all’apparenza non bastare per rimuovere gli ostacoli. Fattori critici di successo vengono creati sottobanco affinchè la promozione di una causa sociale quale “il diritto ad avere pari opportunità”, non sia distintiva ma piuttosto resti collaterale.
Questo trend che comunica un’appartenenza maschile alle stanze dei bottoni e continua a calciare le donne fuori dalle stanze vedrà la sua implosione ben presto.
Il mondo di chi non riesce ad alzare la testa si è stancato (basta osservare quel che sta accadendo nel nord-Africa ed in Libia).
Conoscenza e consapevolezza e….poca pazienza ancora davanti al nulla dei “signori del dolore” (così come li ha chiamati Roberto Vecchioni nel testo della sua splendida canzone “Chiamami ancora amore” che ha vinto il Festival di Sanremo questo anno.)
Molte associazioni che lavorano in osmosi con altre, come ONERPO, hanno sviluppato programmi di volontariato presso la comunità sociale e quindi sono di supporto alle carenze istituzionali.
Dalle case accoglienza per le donne-madri o semplicemente “disperate” ai centri di elaborazione proposte sociali fino alle istanze di una nuova concezione politica e manageriale delle donne in Italia…il lavoro è capillare e inarrestabile.
Noi lavoriamo con voi per la promozione femminile e la tutela dei deboli.
Siamo convinti/e che il contenuto delle nostre idee sia tutt’altro che simbolico e che come seme sotto la neve si aprirà a primavera come un fiore…più bello del solito…poichè per troppi inverni è rimasto nascosto.
Buona giornata a tutti
Anna Rossi
Responsabile Relazioni Esterne ONERPO
Le donne, noi donne, dotate di cittadinanza incompiuta per la scarsa partecipazione/occupazione a ogni spazio sociale (il lavoro per esempio…) dovremmo stabilire la soglia oltre la quale la nostra prestazione “gratuita” non deve andare.
Se l’apparato regolatore delle relazioni sociali e politiche è e resta nelle mani maschili è anche colpa di quelle “donne” che continuano a proteggere certi modelli obsoleti che governano il principio del POTERE.
Il privato non può essere la sfera della privazione.
La regola costitutiva e organizzativa della politica e del management non può più essere dettata dall’agenda “maschile” con interstizi di scodinzolii femminili a supporto numerico di parvenze di genere ridicole.
Troppe donne in gamba sono pressate nel serbatoio delle risorse umane. Apriamone il tappo e sosteniamole.
NON SO SE RIDERE A CREPAPELLE O STRAPPARMI I CAPELLI DALLA RABBIA….leggete pure…
http://www.newz.it/2011/02/24/tuccio-pdl-rispetto-per-la-partecipazione-femminile-ma-no-alle-quote-rosa-sistematiche/87838/
SONO STATI PIU’ VELOCI DELLA LUCE….ecco come far sollevare anche gli italiani…..
In Campania la benzina tocca quota 1,596
Maxi-aumento per benzina e gasolio
La crisi libica si fa sentire: la verde raggiunge gli 1,536 al litro alla pompa, il gasolio quota 1,426
– LE ULTIME DUE MOSSE DI DI PIETRO SONO STATE “IMPEGNARE” DE MAGISTRIS SU NAPOLI E DARE PIU’ VISIBILITA’ ALLE 4 PARLAMENTARI IDV FACENDOLE DICHIARARE SU TUTTO E TUTTI PERCHE’SEMBRINO 40
– FACITE AMMUINA…
Amiche, amici, un appello: non facciamoci raggirare al Referendum. Stanno spostando la data a ridosso dell’estate per non far raggiungere il quorum. Vi prego, andateci e andiamoci tutti lo stesso!!!! Sicuramente nelle tv non passerà quasi nessun messaggio (forse solo La7?) per ricordare l’importanza della consultazione referendaria. Però, una volta tanto, freghiamoli noi, andiamo tutti in massa a votare. Almeno per quello sull’Acqua e per quello contro il Nucleare. Poi il terzo, contro il Legittimo Impedimento, se non ve la sentite fate come vi pare. Ma quelli su acqua e nucleare sono importantissimi!!!!!
Non ci dovrebbe esser bisogno di un giorno per ricordarci delle donne
Il mondo senza di voi sarebbe ben triste cosa (come del resto senza di noi)
Complimenti a Wanda e a tutte voi per quello che fate e per l’impegno che ci mettete per portare avanti la causa femminile.
Il cammino è lungo e tortuoso ma sappiamo, sia noi che voi, che ce la farete.
P.Luigi Iandolo
UN PENSIERO A TUTTE LE DONNE DI VALORE, WANDA IN TESTA, CHE LOTTANO CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE.
Il datore di lavoro indiretto ossia lo Stato ha il compito di “agire contro ls disoccupazione,…..una vera calamità sociale. Essa diventa un problema particolarmente doloroso, quando vengono colpiti soprattutto i giovani, i quali dopo essersi preparati……non riescono a trovare un posto di lavoro e vedono penosamente frustrate la loro sincera volontà di lavorare e la loro disponibilità ad assumersi la propria responsabilità per lo sviluppo sociale ed economico della comunità.”
IOANNES PAULUS PP.II – Laborem exercens 14.09.1981
UNITA’ D’ITALIA, LE DONNE ‘HAN NO PERMESSA, VOLUTA E CONSERVATA.
http://www.ilsitodelledonne.it
Anche se IDV è a conduzione familiare e state certi che il risultato era prevedibile…leggete un pò…se vi va
DOVEROSO DARNE DIFFUSIONE!!
Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.
Ecco com’è finita:
• Presenti 525
• Votanti 520
• Astenuti 5
• Maggioranza 261
• Hanno votato sì 22
• Hanno votato no 498).
i 22 sono: BARBATO, BORGHESI, CAMBURSANO, DI GIUSEPPE, DI PIETRO, DI STANISLAO, DONADI, EVANGELISTI, FAVIA, FORMISANO, ANIELLO, MESSINA, MONAI, MURA, PALADINI, PALAGIANO, PALOMBA, PIFFARI, PORCINO, RAZZI, ROTA, SCILIPOTI, ZAZZERA.
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :
Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato,che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
Non ne hanno dato notizia né radio, né giornali, né Tv OVVIAMENTE. Facciamola girare noi !!!
…C’è stato un momento di silenzio….naturalmente stiamo lavorando per ciò che ci sta più a cuore: il benessere di una società migliore.
Voi come state?