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CIELO, MIO MARITO IN AFFITTO

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In Sudamerica inventano il marito a tempo per i lavori di casa. In Italia sbirciamo le vite coniugali dei Vip. Stanno cambiando gli stili di vita delle nostre famiglie? I mariti manutentori sono scomparsi? Le donne singole o le mogli di mariti moderni avvezzi al computer o impegnati in palestra come faranno? Se il mondo globalizzato pu√≤ darci una risposta prendiamo esempio da Buenos Aires dove, nel quartiere di Recoleta √® nata la ditta “Affittasi Marito'” che interviene per ammodernare impianti elettrici, sistemare porte che cigolano o cambiari vetri rotti delle finestre. Finalit√† da non confondere con quelle del film di Ilaria Borrelli “Mariti in affitto”, prodotto da Cristaldi nel 2004. In questo caso il lungometraggio tratta di avventure che si svolgono tra Procida e New York, in un triangolo amoroso impersonato da Maria Grazia Cucinotta. Brooke Shields, Pier Francesco Favino. C’√® invece un vero e proprio slogan nella pagina web della fantasiosa impresa che ha raggiunto negli ultimi anni l’apice del successo: “Stufa che tuo marito lasci in sospeso la manutenzione della casa? E tu, sei stanco che tua moglie ti chieda mille lavoretti al giorno? Ora puoi smettere di litigare”. Fondata da Daniel Alonso, un tecnico elettronico che sa fare un po’ di tutto la ditta nacque quando la moglie di Daniel disse alle amiche che chiedevano in prestito il marito per piccoli lavoretti: “Non te lo presto, te lo affitto”. Oggi l’impresa conta oltre 2.000 clienti registrate e i lavoro √® svolto con seriet√† anche se si presta a qualche ambiguit√† con richieste di taxy-boy o altri tipi di funzioni. La moglie per√≤ √® in ditta e monitora ottimamente la situazione. L’istituto della delega, risulta perfetto per compiti prettamente pratici e materiali, non √® accettabile invece quando a entrare in gioco sono i ruoli familiari e le affettivit√†. Se si sente dire spesso di crisi di padri un po’ messi in disparte nei diritti-doveri verso i figli, √® utile sapere di sostegni che possono derivare da associazioni, e organizzazioni come l'”Istituto studi sulla paternit√†” fondato ormai 20 anni fa. Maurizio Quilici lo ha avviato per “promuovere lo studio della paternit√†” sotto l’aspetto psicologico, pedagogico, sociale, biologico, storico, giuridico. Oggi l’Isp ha oltre 300 soci tra cui un 30% di donne, e si propone di tutelare e valorizzare funzioni e ruoli paterni nella societ√† e far crescere una nuova sensibilit√† sociale. Ma anche tante associazioni di Pap√† separati hanno scopi similari con pi√Ļ o meno successo. Ruoli in famiglia di padri, di madri, di mariti. Fondanti l’istituto della famiglia, cos√¨ importanti e poco aiutati nella fatica del vivere. Se ne parla poco, e le storie di quotidiana difficolt√† non sono materia da Talk Show, n√© trama di film. Le emozioni, gli incontri, gli investimenti fatti per mettere in cantiere una famiglia. I mutui presentati come grandi opportunit√† per i “forzati all’acquisto” italiani che privi di alcuna possibilit√† di trovare casa in affitto hanno fatti salti mortali per prenotare case e sobbarcarsi mutui con allettanti tassi variabili che oggi sono amarissime realt√† che inglobano interi stipendi. Se ne sa poco. Eppure andrebbero realizzati film e documentari su questa che √® una recessione storica. Si dovrebbe indagare come queste sofferenze economiche incidono nei rapporti, sono causa di liti e separazioni, producono depressioni e scoramenti, bisticci e disperazione. Ma non fanno notizia. O almeno cos√¨ si ritiene, e nessun editore commissiona un’ “Indagine all’interno della famiglia in crisi”. Sono pi√Ļ appetibili racconti di famiglie famose, mariti celebri, meglio se attori o uomini politici. La gente comune non fa storia, non fa notizia. Ancora per poco, credo e spero. Il senatore Franco Marini che racconta di aver spalato la neve per rendersi gradito alla famiglia della futura moglie, o l’eleganza dell’onorevole Bertinotti dovuta alla di lui consorte, nota per la gelosia nei sui confronti, oltre che per il gusto nella scelta delle cravatte. Pier Ferdinando Casini, che alla nascita di Caterina volle rimanere in sala parto con (l’allora compagna, oggi moglie) Azzurra Caltagirone. Sono queste le cose che piacciono. Raccolte in un famoso libro di Bruno Vespa “L’amore e il potere”, danno il senso del legame con chi si trova in un mondo diverso dagli amici della porta accanto. Permettono di entrare in casa d’altri, case prestigiose ed eleganti, magari per accorgersi che poi gli uomini si assomigliano sia che si chiamino Rutelli o Fassino e franano miseramente in cucina anche nel semplice compito di preparare due uova al tegamino. I ricordi gli aneddoti, gli episodi curiosi rammentati da mogli celebri come Azzurra Caltagirone Casini, Luisa D’orazi Marini, Lella Fagno Bertinotti, Barbara Palombelli Rutelli, Anna Serafini Fassino, Mariapia Tavazzani Forlani. Una platea rosa cui si aggiungono arguti racconti del senatore Giulio Andreotti, o quelli di Amintore Fanfani, che quando rientrava a casa dal lavoro arrabbiato si sfogava dipingendo. Ci sarebbe da chiedersi cosa √® cambiato in questi sessant’anni democrazia, e valutare quanti passi avanti abbiamo fatto – se ne abbiamo fatti – o se in relazione a questioni di diritti: al lavoro, alla salute, alle pari opportunit√†, all’istruzione, all’ambiente, abbiamo attuato un lento procedere di gamberi per non aver ben compreso portata e pericolosit√† di questi fenomeni. Wanda Montanelli, 13 ottobre 2008

La Consulta femminile del Comune di Molfetta

¬†. La sentenza del Tar di Puglia √® un segnale positivo che ci fa ben sperare sull’esito felice di ogni iniziativa che ha per scopo la civilt√†, quella di non porre ostacoli al diritto delle donne di dare il loro fondamentale contributo alla conduzione dell’esistente politico, sociale, istituzionale; quella di far rispettare la Costituzione negli articoli 51, 3, 2. Felicemente aderisco alla richiesta di sostegno della Consulta femminile di Molfetta e invito tutti i nostri gruppi di lavoro e monitoraggio delle Pari Opportunit√† a fare altrettanto. Wanda Montanelli

Art. 51 Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunit√† tra donne e uomini.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignit√† sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. √ą compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert√† e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit√†, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidariet√† politica, economica e sociale.. . .

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CONSULTA FEMMINILE DEL COMUNE DI MOLFETTA Palazzo di Citt√†- p.zza Municipio 70056 Molfetta(Ba) Tel/Fax0803359416 La nota vicenda della mancanza di rappresentanti femminili nella Giunta del Comune di Molfetta, ha portato alla sentenza del TAR Puglia, sede di Bari, che ha riconosciuto valide le motivazioni del ricorso promosso dalla Consigliera Regionale di Parit√†, dalla Presidente della Commissione Regionale di Pari Opportunit√†, dall’Associazione Tessere e dall’Avv. Francesca la Forgia, su sollecitazione della Consulta Femminile del Comune di Molfetta. Riteniamo che sia stato violato lo Statuto, che √® fonte di diritto e legge fondamentale di un territorio. La legge non pu√≤ essere n√© violata, n√© superata in quanto creerebbe un pericoloso precedente. Auspichiamo che la nostra voce diventi cassa di risonanza per creare un movimento di opinione che coinvolga tutte le donne e sostenga, attraverso azioni concrete, ulteriori iniziative, anche legali, per il consolidamento delle decisioni gi√† espresse dal TAR Puglia, sede di Bari. Tale vicenda costituisce un punto fermo per il riconoscimento e l’affermazione dei principi di uguaglianza che ispirano la Costituzione Italiana, ed √® indispensabile promuovere il coinvolgimento di tutti gli organismi di parit√† nazionali, regionali e locali.

Chiediamo attestazioni di solidariet√† da inviare alle alte cariche istituzionali dello Stato affinch√© sia “assicurata la presenza dei due sessi nella Giunta”(art. 37 dello Statuto Comunale) e affermato il principio delle pari opportunit√† presente nell’art. 51 della Costituzione. la Consulta Femminile del Comune di Molfetta Chiunque voglia aderire: ‚ÄĘ pu√≤ far suo questo documento ed inviarlo alle autorit√† – pu√≤ inoltrare la sua adesione al documento, controfirmando ed indicando i suoi dati, a [email protected]

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