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HILLARY: “UN’ALTRA DONNA ROMPERA’ IL TETTO DI CRISTALLO”

La prima candidata alla Casa bianca fa parte dell’Establishment è vero, ma nessuno – misogini a parte – può toglierle i 50 anni di gavetta nella politica

epa04797126 Democratic 2016 US presidential candidate Hillary Clinton arrives to make her official launch address on Roosevelt Island in New York, New York, USA, 13 June 2015. Hillary Clinton is expected to address hundreds of supporters at a rally billed as the official launch of her campaign for the Democratic Party's US presidential nomination.  EPA/ANDREW GOMBERT

Non credo che Hillary abbia mai avuto regali. Il posto di rilievo che ha nella vita sociale non è un regalo. Mi rivolgo soprattutto alle donne che la criticano in ogni paese che fa analisi del voto; alle americane che pur potendolo fare non l’hanno votata. Mi chiedo a quale altra donna queste refrattarie avrebbero dato il voto. Credo in fondo a nessuna, per quel motivo oscuro che fa sì che le donne non votano le donne. Anche perché se un’appartenente all’establishment con una corposa carriera politica alle spalle appare loro inadeguata, non so quale araba fenice mitologica e inesistente appaia degna delle loro attenzioni. Mi domando pure

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Le iene sul web massacrano Tiziana. Il giudice aiuta Golia anziché Davide, un brutto mondo alla rovescia che tutti dobbiamo contribuire a cambiare

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“Me l’hanno uccisa. E’ morta per la cattiveria della gente”. Così ha detto la madre di Tiziana Cantone, la ragazza suicida perché si è accorta di un mondo circondato di iene, di vigliacchi che schermati dal web imbrattano la rete e scrivono frasi di condanna, oscene, molto peggiori del video hard che per dabbenaggine Tiziana ha concesso, al cosiddetto “fidanzato” e quattro amici. Sono mancati il buonsenso e la furbizia nella ragazza trentunenne. Lei sicuramente ha sbagliato ad affidarsi così sguarnita nel magma della rete, a dare credito all’uomo che credo amasse. A contare su chissà quale ricaduta valoriale di presenza sul web, a immaginare che si fa così, si  butta via il proprio corpo  in pasto a famelici predatori. Del resto la scena hard del suo video è la stessa di quelle che migliaia di volte un’adolescente (speriamo di no i bambini confidando sui genitori) ha la possibilità di vedere in tv.

Scene che ognuno di noi ha l’occasione di incrociare, anzi direi “ha  l’obbligo di vedere”, mentre fa zapping: tant’è che la sera (ma anche in fasce protette pomeridiane) se desideri vedere un programma che non sia becero, devi saltellare con molta maestria e velocità con il telecomando tra questo e quel canale, scartando flutti di sangue dalla gola di qualcuno, coppie in posizioni anatomiche che ormai superano ogni fantasia del kamasutra, operazioni chirurgiche con ventri squarciati; quando non sei costretto a intravvedere l’orrido possibile di reati contro bambini, che comunque così reiterati cercano uno spazio ed una legittimazione; o quando, durante l’intervallo di un bella commedia, puoi incappare in riprese in primo piano di rifiuti corporei del genere che si espellono negli appositi privati spazi detti w.c. prima che vadano in fogna.  

A chi potrebbe dire: “Cambia canale se non ti piace il contenuto” risponderei che

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Soffia un vento di vittoria delle donne che ce la fanno da sole?

Sulla nuova libertà delle donne a cui assistiamo non sono d’accordo con Laura Onofri e, almeno questa volta, devo dar ragione a Concita De Gregorio

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Sicuramente non sono state scelte dai vertici del partito (quei tre o quattro uomini che comandano, quando non si tratti di un padre padrone). Non hanno dovuto cedere a ricatti, passare da letti di capi partito, lavorare il doppio degli uomini compiendo in triplo salto mortale per dimostrare che sono brave. Sì, immagino che siano stremate per la campagna elettorale, così come sono stremati gli uomini del loro stesso movimento, e tutti gli altri candidati di qualsivoglia simbolo.

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Lettera ad uno stalker prima che uccida la sua donna

StalkerCaro Stalker,

permettimi di chiamarti così. Sono quasi sicura che tu rifiuterai questo appellativo perché non ti senti stalker, allo stesso modo dei violenti che non accettano di essere riconosciuti come tali, e gli assassini che rimuovono la loro ferocia quasi appartenesse ad altro da sé. Tuttavia da qualcosa bisogna partire per cominciare a parlare, ed io parto da qui. Sempre pronta a ricredermi però. Anche perché la decisione finale tra essere o non essere uno stalker è la tua.

 Sgomberando il campo dagli squilibrati che immaginano possibili storie con donne virtuali, nel senso che

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“LICENZIARE”, MAGICA PAROLA

che scarica di adrenalina nel dirla!

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C’entrerà la libidine che in tempi di magra può essere cercata in gesti autolesionisti, come il frustrato della gag che comprava le scarpe di una misura più piccola per poter godere la sera del sollievo e piacere di massaggiarsi i piedi doloranti. Sceglieva di farsi del male non avendo null’altro, come ora poco o nulla hanno tanti giovani e vecchi italiani indotti a prendersela con quelli che le scarpe ce l’hanno della giusta misura.

Una guerra di poveri contro poveri
La guerra poveri contro poveri non riesco a tollerarla. Istigata da ruoli istituzionali per alzare una coltre di fumo su tutto quello che non va in Italia, e riproposta, moltiplicata, divulgata da alcuni media resi strumento politico per ottenere consensi sul dissenso di chi con ce la fa più a campare in questo paese in crisi.

È la Comunicazione bellezza!
L’art. 18, la manifestazione degli operai delle Acciaierie di Terni, i vigili assenti a capodanno, tutto può essere strumentalizzato a favore delle manovre per cambiare il paese verso il peggio. È la Comunicazione, che ancora non resa simmetrica divulga idee precostituite di una classe che esprime volontà di interessi economici egoistici quanto apicali, quindi molto ad di sopra degli interessi della classe più bisognosa di veri cambiamenti.

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