SONO TORNATA E VI SPIEGO

A TUTTI VOI, CON GRATITUDINE Leggo nei tanti commenti, anche quelli un po’ critici, che in fondo ognuno di voi ha compreso che i motivi della mia protesta politica sono, oltre che sinceri, finalizzati a raggiungere risultati a breve, medio e lungo termine. L’immediatezza ci dovrebbe restituire una visibilità mediatica degna di un paese democratico, in Italia culla di civiltà, per la quale nel passato tanti eroi si sono spesi mettendo in campo anche il rischio di perdere la propria vita. Quello che abbiamo oggi lo dobbiamo a loro, soprattutto a chi nelle lotte per l’uguaglianza sociale e la democrazia, la vita l’ha davvero persa. Non è più tempo per fare battaglie cruente, ed oggi chi intende perseguire obiettivi di perfezionamento dei dettami democratici costituzionali, (ma basterebbe mantenere vivi e applicati quelli che già abbiamo) cosa può fare? La cosa più ovvia è entrare in un movimento o partito che abbia nel suo statuto e nel programma i fini e progetti che attengono alla sfera delle aspirazioni in campo generale di qualità della vita pubblica, simili e vicini, se non proprio identici ai propri. Cosa che io ho fatto. Cosa fa una donna che si vuole impegnare nel sociale? O fonda un partito proprio, o si iscrive ad un partito esistente che ispira la sua fiducia. Ho fatto l’ingresso ufficiale in Idv nel 1998, ma ancor prima avevo contatti epistolari con ADP. Sapete sono tutt’altro che giustizialista, come credo la maggior parte degli iscritti ad Idv. L’aspetto che mi faceva sperare in un momento propizio a cambiare le cose era la fiducia nella scritta che si trova in ogni aula di Tribunale “La legge è uguale per tutti”, che è un assoluto modo per misurare la eguaglianza sociale. Più del costo della spesa, più del diritto al lavoro, alla salute, alla casa. Sopra a tutto esiste questo inviolabile diritto uguale per tutti che ci dà prova se esistono o no cittadini di prima serie tutti uguali di fronte alla legge o se invece si discrimina. Io ho una fiducia massima nella magistratura, inesauribile. Credo che il compito di un magistrato sia uno dei più elevati per compiere un lavoro di restituzione alla cittadinanza di diritti negati, o messi in discussione. Ammiro i ragazzi che studiano giurisprudenza con lo scopo di fare il magistrato. Meglio se di frontiera, come il mio giovane amico Aldo Pecora che già immagino nell’espletamento delle sue funzioni con la passione civile che lo contraddistingue La dimensione delle pubblicazioni nella stampa estera, specie spagnola ci ha lasciato piacevolmente sorpresi. Alcuni giornalisti veramente attenti a cosa sta succedendo da noi in tema di diritti delle donne, hanno non soltanto pubblicato un numero incredibile di articoli, ma si sono attivati a divulgare l’informazione organizzando una conferenza stampa allo scopo. In Italia la libertà dei mass media è messa alla prova. Come nei film che narrano di un film (il film nel film) noi stiamo compiendo un lavoro di studio di verifica di come i vari soggetti, politici, istituzionali, mediatici reagiscono ad una protesta civile che ha per tema la eguaglianza di trattamento tra uomini e donne. L’abitudine a monitorare e osservare anche me stessa come altri soggetti in itinere è una curiosità politico-culturale che non mi lascio sfuggire. Abbiamo già dei risultati e se pure l’analisi completa richiederà tempo c’è ad oggi la dimensione della freddezza (scetticismo?) nei confronti di una donna in sciopero della fame. Abbiamo assistito a una trasmissione tv che ha chiamato un uomo (tra l’altro un mio caro amico, che stimo, fondatore di uno dei primi circoli Idv in Roma) dopo 4 giorni di sciopero della fame per il problema Alitalia. La stessa redazione ha rifiutato invece la nostra partecipazione in un programma fatto apposta per le donne calpestate in politica. Abbiamo la misura di cosa avviene in caso di ricovero d’urgenza. Qualche quotidiano comincia a interessarsene. Prima di questo un altro passo importante è stato il lancio di agenzie, soprattutto l’Agenzia Italia (AGI), ma pure Ansa, Adnkronos, Dire, Prima, Il Velino, Deltanews. Conseguentemente ha avuto risonanza il passaggio al Tg2 dell’invito rivoltomi dal presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano a smettere il digiuno. Devo dire grazie per un lavoro di sensibilizzazione in questo senso alla cara amica Daniela Brancati, che si sta impegnando in questa promozione del diritto paritario con passione e impegno professionale. Lei è stata la prima donna in Italia direttore di TG nazionale (TG3) , giornalista e scrittrice, e come molte del gruppo che mi segue ha fiducia nel cambiamento impostato a partire da noi stessi e dal nostro impegno Aura Nobolo, presidente Onerpo, non ho sufficienti parole per esprimerle la mia gratitudine, e come tutte le altre che nominerò fa parte di una squadra di cui vado fiera. Aura ha una sua società di comunicazione e dalla prima mia manifestazione di dissenso politico ha iniziato a seguirmi con fiducia, convinzione della giustezza dei nostri obiettivi. E’ metodica nell’impostazione del lavoro, saggia e preparata, oltre che instancabile. Anna Rossi, della consulta nazionale Idv, docente universitaria, di grande passione politica, generosa, piena di risorse. Griselda Lagostena, figlia della mitica Tina, che intende proseguire nei progetti e realizzazioni così efficacemente messi in atto dalla madre. E ultima, ma non ultima, perché di fatto vicinissima a me (non c’è sera che non ci mandiamo l’ultima mail della buona notte) Francesca fa parte della Consulta nazionale Idv, si è messa parecchio in gioco chiedendo in sintonia con me diritti paritari. Fa un gran lavoro di divulgazione stampa, con i blog, tra cui il suo. E’ una forza della natura e non so come abbia fatto a prendere migliaia di firme, raccoglierle, autenticarle tutte, fare la ricerca nell’ufficio elettorale e spedirle per tempo alla sede dell’Udi a Roma. Mi riferisco alle firme per la legge di iniziativa popolare “50e50…ovunque si decide”, che dovrà riandare in discussione al Senato, speriamo in tempi brevi. C’è anche a mio conforto il blog di Giovanna Giugni della CDD/IDV, un’altra coraggiosa che mi sostiene con convinzione e che ha sempre avuto chiarezza d’intenti e talento politico; quello della giornalista Flavia Amabile che propone l’argomento con intelligenza e curiosità, Maddalena del Re più che avvocato, alleata di percorso, Megan William, Eulàlia Blanchart, Irene Velasco, Kristina Kappelin, Emanuela Fontana, Francesca Ottaviani, Chiara Benotti, Gloria Moreno, Lia Gambino, Lucilla Salerno, Eleonora Selvi e tutta la redazione di Donna TV, la redazione del “Paese delle Donne”. Tutte le altre donne della Consulta e le amiche più vicine tra cui Elisabetta Capurso , Olga Orzalesi, Valeria Masutti, Anna, Nay, Caterina, la piccola Gloria, Francesca, Nelia, Loredana, Cristina, Lanfranca, Silvia, Rafaela, Giusy, Luigia, Laura, Gabriella, Vittoria, Maura Marini, Luciana Basilicò, Franca, Angela Maria, Rosy, Rita e Aldo, Ornella, Silvana, Carolina, Rita, Katia, la piccola Elena, Roberta da Verona, Maria Incamicia, Michela Adrenelli, Anna Panarello, Armida Vitale, Martina Battistich, Amalia Schirru, Raffaella Bianco, Silvia Clai, Rita Bernardini, Annamaria Carloni, Lidia Menapace, Loredana, Rita, Antonella, Federica, Francesca, Germana, Rina, Alessandra, Simonetta, Luisa, Carolina, Nadia, Maria Cristina, Daniela, Rosanna, Caterina e Aldo, Giovanna Sorbelli, Luciana Abate, Pina, Milena e Stefania dell’Udi nazionale, Laura dell’AFFI, Ileana Alesso, Piera, Annamaria, Ada dell’Udi Livorno, Laura Moschini, Giuseppina Scotti, le donne della Casa Internazionale, Laura Tussi, Maria Cristina, Nancy e Antonella Barzan, Carmela di Bresso, Elena Trufò e Andrea Clara Be dall’Argentina, la piccola Alice. Tutte, anche quelle che non nomino, abbraccio con affetto. Vi dico che siete speciali, nell’aiuto che mi date in questa sfida. Tra gli uomini, Pietro Tansini, Roberto Nacci, Angelo Minguzzi, Valentino Roiatti, Paolo Carbone, David Portaleone, Roberto Ambrogi, Stefano Figus, Renato Pigliacampo, Enrico Della Gatta, Zeno Panearai, Antonio D’Andrea, Riccardo Iacona, Giovanni Lombardi e poi Carlo, Ignazio, Valerio, Pasquale, Faustino, Lorenzo, Antonio Bianco, Antonio Greco, Saverio Benedetti, Rosario, Daniele, Aldo, William, Antonino, Gennaro, Gianni, Michele, Heber, Ennio, Elio, Mattia, Gabriele, Luigi, Ezio, Franco Chiumera, Fabrizio, Vittorio, Felice, Mario, Michele, Toty, Cesare, ma anche Gianmarco Cesari, ultimo e primo con Maddalena per il ruolo che ha nella vicenda. Dicevo all’inizio degli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Dei primi due ho scritto (il monitoraggio sulla comunicazione e lo studio e analisi politica). Il terzo è un progetto di apertura ai sogni che non moriranno all’alba, ma dovranno essere realizzati, per un mondo più autenticamente libero, a misura dei bisogni delle donne e degli uomini, e in cui la democrazia sia il punto di partenza e arrivo irrinunciabile come la luce di ogni giornata che dà il segnale già dall’alba di muoverci per il mondo. A questo scopo, tra le altre iniziative che metteremo in atto, c’è la causa civile che non durerà poco, ma il tempo necessario ad avere ragione. Sarà una conquista di tutti, in una sentenza pilota che stabilirà che ognuno deve rispettare, tra le altre, le regole della nostra bella Costituzione, senza sconti per nessuno. Wanda Montanelli

LE DONNE SI ALZANO

LE DONNE SI ALZANO

 

COME DA SOTTO UNA SCHIACCIASASSI

 

Escono da sotto la schiacciasassi. Emergono, si riparano e recuperano l’interezza. Le donne sono più forti di ogni prepotenza, di ogni volontà di sottometterle a logiche grossolane di politica spicciola e volontà di mostrare i muscoli con un machismo ormai desueto ma ancora imperante nella mentalità atrofizzata e ancorata al passato.

Chi non è mai uscito dal guscio delle chiuse mentalità del potere fine a se stesso; dimostrato e spasmodicamente cercato generando poltiglia nel circostante, non può comprendere il decoro dell’assolvimento del dovere di chi non sottostà al peso della forza esibita.

Non c’è modo di vincere contro chi è convinto di fare i percorsi giusti nell’onestà intellettuale delle decisioni e nelle prerogative di politica alta, basate su ipotesi di qualità migliori dell’esistenza di ognuno e su rispetto di leggi e codici utili alla convivenza civile. Non c’è modo di sottomettere donne convinte della loro dignità talvolta calpestata, ma non annullata, anzi rinforzata spesso da colpi e frustrazioni.

Non c’è modo di vincere chi è cresciuto senza abitudini a lazzi e frizzi per far ridere il sultano, e convinto di leggi universali di democrazia tali da non trovare differenze tra gli uomini nei diversi ruoli; con l’unica disparità che distingue lo spazzacamino dai leader di paesi e governi consistente nell’abitudine a leggere e capire testi cartacei o volti, sguardi, gestualità di persone.

Le donne si alzano, e vincono alla fine. In tempo per riti conviviali di festeggiamento o per i passi necessari a consegnare il simbolo per correre verso traguardi di giustizia

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